Champions League. L'impresa della Juve e la lezione al Barcellona

Share

Al Camp Nou finisce 0-0: il muro di Allegri non dà mai la sensazione di potersi incrinare per tre volte. Al di là degli episodi spiccioli, che hanno certamente influito sulla partita dei bianconeri, l'atmosfera dello stadio catalano e la presenza di Busquets (e di Jordi Alba) non hanno trasformato gli spagnoli. La fase difensiva è il pilastro su cui costruire il pilastro della qualificazione. Nonostante le 15 vittorie consecutive tra le proprie mura, dove quest'anno in Europa aveva segnato 21 gol in quattro partite e subito solo 1, i numeri non rendono al meglio l'entità dell'impresa della Juventus.

Addentrandoci nei meandri della sfida contro la Juventus è palese il fatto che Luis Enrique l'abbia persa nettamente all'andata non solo dal punto di vista del risultato ma soprattutto dal lato tattico come dimostra il 3-4-3 "no sense" con Mathieu titolare e Mascherano nella posizione di regista pronto a vagare nel nulla mentre il trio difensivo soccombeva sotto i colpi dell'attacco a cinque stelle della Juventus.

Barcellona - Juve, Bonucci chiede la maglia a Messi, ma Chiellini lo "rimprovera"
Questa squadra nel corso degli anni ha dimostrato di essere compatta, di sapere quello che vuole per arrivare alla vittoria. Chiellini sembra intuire quanto fatto dal compagno e lo smanaccia, come richiamo all'attenzione per il finale di gara .

Al 52' Neymar fa la cosa più bella della partita quando riesce ad andar via a tutta la difesa avversaria, ma sul più bello Chiellini gli fa scudo col corpo e protegge l'uscita del pallone. Neymar quando non esagera coi tuffi, dà sempre la sensazione di creare qualcosa. In sostanza, l'unico elemento della micidiale MSN capace di accendere, seppur a tratti, il Barça è Messi; anche se non è certo la "Pulce" dei giorni migliori. Il primo tempo si chiude senza grandi emozioni ma a cinque minuti dall'inizio della ripresa Cuadrado calcia per poco sulla sinistra. Ma quello che spicca nella serata di Barcellona è la forza e la compattezza di un gruppo che ha vinto tanto e che vuole ancora vincere e crescere e che, grazie alla prestazione del Camp Nou, ha messo un altro grande mattone per restare ancora più scolpito nella storia del calcio. Compreso Dani Alves, mai così dentro alla Juve come in questo quarto. Ora non resta che partecipare al sorteggio di venerdì prossimo a Nyon, con lo spirito di chi non ha paura di nessuno ed è pronto a giocarsi fino in fondo le proprie carte. La situazione, però, è apparsa diversa sin dalle prime battute anche perché Allegri ha istruito i suoi a dovere sugli errori da non commettere per non incappare in spiacevoli inconvenienti.

Share