Il Senato accoglie le dimissioni di Minzolini

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"Quella partita i giustizialisti di ogni credo e gli interpreti di una Costituzione a proprio piacimento l'hanno già persa, punto", ha detto Minzolini intervenendo in Aula prima del voto. Era stato condannato per peculato quando era direttore del Tg1. Il senatore del Pd Luigi Zanda, dopo aver spiegato i motivi per cui avrebbe preferito che si procedesse a voto palese e non segreto (cosa non prevista sul regolamento in merito alle persone) ha annunciato prima del voto che il gruppo del Pd avrebbe votato "per l'accoglimento delle dimissioni, ancorché esista una prassi che porterebbe a respingerle alle prima volta". Ma sarebbe molto utile, per la dignità del Senato, essere chiamati oggi a votare con voto palese. "Come mi sento? Bene, sollevato: sembra l'ultimo giorno di scuola - ha commentato a caldo l'ormai ex senatore di Forza Italia, salvato a marzo dalla decadenza tra mille polemiche -".

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Augusto Minzolini, deputato di Forza Italia, non farà più parte del Senato, che ha votato accogliendo le sue dimissioni. La votazione si è svolta a scrutinio segreto. "La presenza all'interno delle istituzioni ha senso se uno può esprimere le proprie posizioni, altrimenti non ha senso starci", ha aggiunto. Con un voto sorprendente perché giunto subito dopo l'ok alle dimissioni di Minzolini, l'aula ha poi invece respinto le dimissioni del senatore ex M5S Giuseppe Vacciano. Ma quella del 16 marzo, assicura, "è stata una bella pagina". I no sono stati 105 e 4 sono stati gli astenuti. Ma adesso il Senato non abbia paura [.] Io non ho nessun obbligo, il mio è un gesto di coerenza politica.

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