Mellone appoggia Emiliano. Blasi: "Sostegno innaturale dell'estrema destra"

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Un appello al voto che arriva da un sindaco che si è formato nella destra salentina prima di mettere in piedi una coalizione di governo improntata al civismo trasversale: una collocazione politica, quella di Mellone degli ultimi tempi, che supera gli steccati tradizionali dei partiti.

Una trovata che non è piaciuta al consigliere regionale PD, Sergio Blasi secondo cui è innaturale che un sindaco di estrema destra sostenga un candidato di sinistra: "È il punto più basso che la politica ha raggiunto in questa Regione che sembra ormai governata esclusivamente con logica del do ut des - ha dichiarato Blasi - Io non ci sto".

Il primo cittadino rimarca poi la convergenza dovuta ai rispettivi ruoli istituzionali: "Ma, soprattutto, sono un sindaco di Puglia che ha incontrato nel presidente della Regione una persona e un amministratore con cui si può collaborare splendidamente, un interlocutore credibile e affidabile per la nostra amministrazione e per la città. Anche perché prima che un patrimonio del centrosinistra, Michele Emiliano è un patrimonio della Puglia", argomenta il sindaco di Nardò.

"Ho il diritto o no di rivolgermi a una parte significativa del mio elettorato?"

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Sul posto, oltre a carabinieri e vigili del fuoco , sono arrivati il sindaco Alberto Bellelli e l'assessore Simone Tosi . Al momento non si esclude nessuna ipotesi anche se l'atto di vandalismo rimane la pista più accreditata.

Mellone, tra l'altro, rivendica il suo agire "alla luce del sole", essendo "allergico all'ipocrisia". Così il vice ministro allo Sviluppo economico, Teresa Bellanova in merito alla presa di posizione del sindaco di Nardò.

"Napoli è una grande capitale europea che ha bisogno di essere ascoltata a livello nazionale - ha aggiunto - non in cambio di subalternità, ma per la sua storia, il suo ruolo, per la dignità e la schiena dritta che ha sempre saputo tenere. Del mercimonio cui assistiamo sono certa che la Puglia farebbe ben volentieri a meno".

Emiliano ha poi presentato i suoi candidati all'Assemblea nazionale Pd, a sostegno della sua mozione.

In Umbria, dopo l'affannosa rincorsa ad occupare le liste Renziane con la formazione di diversi comitati in ogni città e territorio, gli altri si sono "affossati" nella candidatura Orlando, il vecchio, il più compromesso, il nucleo più mestierante della politica pre PD, quelli che, da ex DS ed ex Margherita, cercano di occupare quella minoranza che da manuale Cencelli possa garantire loro posti e potere, provano a fare da spalla al Candidato forte, Renzi.

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