Gli studenti toscani premiati nel nome di Falcone

Share

Quella Palermo non è più quella governata dalla mafia. Due mesi dopo, il 19 luglio 1992 fu ucciso anche il magistrato Paolo Borsellino, in via D'Amelio a Palermo e con lui morirono gli agenti della scorta Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.

A Palermo i due cortei di studenti, scout, volontari e attivisti si sono ritrovati sotto l'albero della legalità per celebrare il 25esimo anniversario della strage di Capaci, in cui morirono il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e tre agenti di scorta.

"Il nostro compito è quello di non dimenticare e di trasmettere questo messaggio ai giovani, alle nostre ragazze e ai nostri ragazzi che, a loro volta, dovranno far vivere e camminare le idee e gli ideali di uomini come Falcone e Borsellino sulle loro gambe, facendo ognuno la propria parte e moltiplicando gli sforzi per combattere e sconfiggere definitivamente la criminalità, l'illegalità, il malaffare, la corruzione, in una parola la negazione di un futuro libero e sicuro per i cittadini".

E poi, ha aggiunto il vice presidente del Csm, Giovanni Legnini, "da oggi i fatti" sul rapporto tra Falcone e il Csm "posso essere letti nella loro interezza da quei verbali che abbiamo deciso di pubblicare in un volume cartaceo o da consultare sul sito del Csm".

Attentato a Manchester: il cordoglio del mondo della musica
Notizie non confermate riferiscono che l'intera famiglia Abedi, a parte i due figli più grandi, avrebbe fatto ritorno in Libia. Diverse persone reduci dal concerto hanno raccontato di aver visto fumo e di aver avvertito un odore acre, di esplosivo.

"Il dovere della memoria, la responsabilità dell'impegno" in commemorazione della strage di Capaci con Margherita Asta, referente Memoria di Libera, Luca Ponzi, giornalista del Tg3 Emilia Romagna, Gaetano Giunta, segretario generale della Fondazione di Comunità di Messina.

I giovani parteciperanno all'incontro che si terrà nell'aula bunker alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e del Presidente del Senato, Piero Grasso.

Sulla stessa linea la presidente della Commissione antimafia Rosy Bindi che ha ribadito che la mafia non è morta, ma non è più la stessa. 25 anni fa è accaduto un fatto che ha cambiato il volto dell'Italia, fortunatamente nel corso degli anni la mafia ha pagato un duro prezzo grazie allo sforzo delle forze dell'ordine, ma la guardia non va mai abbassata. "Dobbiamo precederla come ci ha insegnato Falcone".

Share