Migranti: ucciso per un cappellino,fermati due scafisti libici

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La Polizia di Stato e la Guardia di Finanza hanno fermato a Catania due persone di nazionalità libica, indicati come presunti scafisti e ritenuti appartenenti a un'organizzazione di trafficanti di esseri umani. A uno dei due è contestato anche il concorso nell'assassinio di un 21enne migrante della Sierra Leone, ucciso con colpo di arma da fuoco perché si era rifiutato di togliersi il cappellino.

Tutto era avvenuto nei giorni scorsi, il cadavere del 21enne era sbarcato a Catania insieme ad altri 394 migranti a bordo della nave Phoenix della Ong Moas.

Sarebbero due i cittadini libici, accusati di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, fermati dopo le indagini.

Nel video si vede un natante bianco in vetroresina sul quale viaggiano i trafficanti, compreso l'indagato per omicidio, che "scortano" un gommone e un'imbarcazione in legno. Uno dei due, inoltre, è accusato di concorso in omicidio.

Doppio sciopero a Roma: l'11 maggio a rischio bus e metro
Il fermo interesserà bus, tram, metropolitane e ferrovie Roma-Lido, Termini-Centocelle e Roma-Civitacastellana-Viterbo . Inoltre 4 ore di sciopero dalle 8.30 alle 12.30 per i lavoratori di Roma Tpl sulle linee bus periferiche .

Catania - Ucciso per aver disobbedito all'ordine di togliere il cappellino durante la traversata dalla Libia all'Italia.

I particolari dell'operazione saranno illustrati nel corso di una conferenza stampa che si terrà alle 10.30 presso i locali della Procura della Repubblica di Catania.

"Se le navi arretrano il loro raggio di azione i trafficanti escono allo scoperto e possono essere arrestati", ha aggiunto ancora il procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro.

I due responsabili, identificati e fermati dai militari e dagli agenti italiani, sono stati portati nella casa circondariale di Catania-Piazza Lanza, a disposizione dell'autorità giudiziaria che ha disposto la convalida del fermo e la custodia cautelare in carcere per entrambi.

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