Ufficiale: Spalletti non è più l'allenatore della Roma

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Io voglio dedicare questa lettera a tutti voi, ai bambini che hanno tifato per me, a quelli di ieri che sono cresciuti e forse sono diventati padri. Oggi il calcio è troppo veloce, pressante, incessante, per tenergli testa con il solo tocco di palla per quanto magico che sia, ci vogliono fiato, gambe, elasticità e a quaranta anni l'età biologica non perdona.

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Altri negozianti sono ancora al lavoro per riuscire a chiudere tutto entro questa sera. Decine di hostess e steward sono posizionati per consegnare i badge per gli accrediti.

L'amore di un popolo per il suo campione è la base del calcio, ma agli altri pur nel rispetto (manifestato anche dagli Irriducibili della Lazio) non importa nulla delle celebrazioni per Totti, che rimane un grandissimo personaggio locale. Mi levo la maglia per l'ultima volta. Scusatemi se in questo periodo non ho rilasciato interviste e chiarito i miei pensieri, ma spegnere la luce non è facile. Ma a un certo punto della vita si diventa grandi, così mi hanno detto e cosi il tempo ha deciso. "Mi garba questa cosa qui". Con il vostro affetto riuscirò a voltare pagina e a buttarmi in una nuova avventura. Ora è il momento di ringraziare i compagni di squadra, i tecnici, i dirigenti, i presidenti, tutte le persone che hanno lavorato accanto a me in questi anni, i tifosi, la Curva Sud, un riferimento per noi romani e romanisti. Fare il capitano di questa squadra è stato un onore. "Trigoria sarà sempre casa tua". "Ho paura", dice Totti e la gente pensa: hai visto?, ha una bella età, una bella moglie, ha tutte le donne che vuole, tutto quello che vuole, ma alla fine era vero che era così, non fingeva e io ho fatto bene a scommettere emotivamente su di lui e adesso, idealmente, posso confortarlo perché a uno così il mio affetto gli arriva, non è come per gli altri.

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