Bce: per banche venete no a risoluzione, scatta insolvenza

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E' questa la strada tracciata nelle ultime ore, anche se prima di essere definitiva necessita di molteplici passaggi e via libera. E no, non è una buona notizia. Sabato il consiglio dei ministri dovrebbe approvare il decreto che consegna le attività di Bpvi e Veneto Banca in banche-ponte, disponendo la liquidazione delle banche in cui sono rimaste sofferenze e bond subordinati e che saranno ricapitalizzati con 3 miliardi dallo Stato. Dopo che nel pomeriggio le nubi si erano addensate, facendo temere il braccio di ferro definitivo tra governo e Unione europea, con il rischio che l'accordo sul salvataggio saltasse e si arrivasse per Bpvi e Veneto Banca all'epilogo più drammatico, il fallimento. Intesa, assieme al resto del sistema bancario, ha già messo e perso moltissimi soldi tramite il fondo Atlante, per tentare di mettere in sicurezza le due banche venete. Un'ipotesi che non sembra essere ben vista dalla Commissione europea. Una serie di istituti che a vario titolo avevano speculato su questa situazione di alto rischio sono saltati e questi crediti non più esigibili si sono sparpagliati come un fallout nucleare su altra gente e altre istituzioni che apparentemente non c'entravano nulla.

Ricordiamo che, dopo l'ok europeo, il salvataggio di Veneto Banca e Popolare di Vicenza avverrà tramite procedura di liquidazione. Ma che non possono essere granché negoziate.

Non solo. Intesa Sanpaolo dice che "l'operazione è subordinata all'incondizionato placet di ogni Autorità competente anche con riferimento alla relativa cornice legislativa e regolamentare" precisando quindi che non interverrà finché non saranno create le condizioni richieste e tutte le autorità in campo avranno dato l'ok definitivo.

Sono proseguiti per tutta la giornata di ieri i confronti tecnici fra governo, Intesa e autorità Ue per arrivare al decreto necessario per avviare la liquidazione delle due banche venete.

GP dell'Azerbaijan: prima vittoria stagionale per Ricciardo
Questo stesso incidente ha costretto i commissari ad esporre la bandiera rossa e ad interrompere la gara per ben 22 minuti. Daniel Ricciardo fatica a rendersi conto di quello che è successo. 10 secondi di stop and go per lui.

Il primo nodo da sciogliere riguarda le due condizioni poste da Intesa Sanpaolo: chi si accollerà i crediti deteriorati? A differenza dei casi di risoluzione, che ai titolari di bond junior delle quattro banche regionali hanno offerto il diritto a un indennizzo all'80% (al netto della lunghissima attesa per l'avvio degli arbitrati riservati a chi punta al rimborso pieno), la liquidazione punta a offrire una tutela integrale pari a quella della ricapitalizzazione precauzionale. Secondo l'analisi dell'associazione, basata su dati della Banca d'Italia, i prestiti alle imprese sono passati da 752,1 miliardi del 2015 a 750,5 miliardi del 2016 con una contrazione di 1,5 miliardi (-0,21%). Un dettaglio che non dovrebbe sfuggire alla commissiaria europea Vestager che vuole soluzioni il meno costose possibili per lo Stato. Stesso quadro per la Popolare di Vicenza. Il premier Gentiloni e il Ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, sono a colloquio in queste ore proprio a Palazzo Chigi, mentre i Ministri sono già stati allertati per la riunione del Cdm che sarà chiamata ad esaminarlo. "Vediamo; è tutto regolamentato e in questi giorni chiederemo istruzioni".

Fosco anche il panorama per filiali e dipendenti delle venete.

L'intervento di Intesa Sanpaolo seguirebbe quello analogo del Santander in Spagna, e - più in grande - quello di Ubi nelle tre banche "risolte" nel 2015 (Etruria e le altre) e di Bper nella quarta. E un fardello pesante per le casse dello Stato, cioè le nostre tasche.

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