Blitz Gdf-Municipale in Comune Piacenza

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Sono in tutto cinquanta i dipendenti "furbetti" del Comune di Piacenza indagati per falso e truffa al termine di un blitz della Guardia di Finanza e della polizia municipale. Uno in special modo è finito agli arresti domiciliari, mentre gli altri trentanove sono stati fotosegnalati prima e sottoposti all'obbligo di firma in seguito.

Le indagini, suffragate da filmati e pedinamenti, riguardano anche alcuni casi di peculato: qualcuno infatti avrebbe utilizzato dei mezzi di servizio per scopi non lavorativi, e ci sarebbero anche vicende legate ad appalti. Per i pm della Procura erano soliti "timbrare il cartellino per poi uscire a farsi i fatti propri: c'era chi andava in palestra e chi a fare la spesa". Negli ultimi giorni due dipendenti comunali dell'ufficio manutenzione erano stati arrestati, ma per ora non si sa se la loro posizione è connessa all'operazione odierna. Agenti in divisa e in borghese si sono presentati negli uffici di Palazzo Mercanti per una perquisizione. "Le Fiamme Gialle hanno acquisito documenti concordando le modalità con il Segretario generale e la dottoressa Laura Bossi, dirigente delle Risorse umane" si legge in un comunicato diffuso dall'amministrazione comunale dopo la notizia del blitz. In mattinata è giunta nel palazzo comunale anche la neosindaca Patrizia Barbieri, oltre al sindaco uscente Paolo Dosi.

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Furbetti del cartellino a Piacenza in Comune.

Su questo episodio di Piacenza è intervenuto duramente anche il Codacons, che ha chiesto "licenziamenti nei confronti dei responsabili di illeciti e l'avvio delle doverose azioni di recupero delle retribuzioni intascate dai lavoratori senza lavorare".

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