Bruxelles boccia le esenzioni fiscali della Chiesa

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A segnare la discontinuità è una sentenza della Corte di Giustizia Ue, stabilendo che l'esonero fiscale accordato alla Chiesa, se correlato ad attività economiche, si configura come un aiuto di Stato, quindi vietato dalla Ue.

Tutto origina da una causa per 24 mila euro.

ESENZIONE SOLO RELIGIOSA. Le autorità fiscali hanno rifiutato il rimborso, "dal momento che l'esenzione richiesta per un'attività della Chiesa cattolica non ha una finalità strettamente religiosa". Nella causa, la congregazione della Chiesa spagnola, ente responsabile di una scuola religiosa, invoca l'accordo per chiedere il rimborso di un'imposta comunale sulle costruzioni, gli impianti e le opere di circa 24mila euro, versata per lavori realizzati in un edificio scolastico che ospita la sala conferenze della scuola. I locali in questione, dice il comunicato, "sono utilizzati per l'istruzione primaria e secondaria regolata a livello statale ed è equivalente all'istruzione impartita nelle scuole statali e finanziata interamente da fondi pubblici". Sono anche utilizzati a fini di istruzione prescolare, extrascolastica e postobbligatoria libera, non sovvenzionata dal bilancio pubblico e per la quale vengono percepiti contributi d'iscrizione.

Non possono esserci sconti e aiuti fiscali di altro tipo per le attività economiche della Chiesa cattolica.

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L'istanza di rimborso avanzata dalla Congregazione è stata respinta dalle autorità tributarie. Secondo i giudici l'esenzione fiscale costituisce un aiuto di Stato vietato se e nella misura in cui le attività esercitate nei locali in questione sono attività economiche, circostanza che va verificata dalla magistratura nazionale.

Nel caso in questione l'esenzione dall'imposta comunale può essere considerata come aiuto di Stato in quanto conferirebbe alla scuola un vantaggio economico selettivo e comporterebbe un impegno delle risorse dello Stato (le mancate entrate del Comune).

Per i giudici di Lussemburgo, le attività d'insegnamento non sovvenzionate dallo Stato spagnolo paiono avere carattere economico, poiché sono sostanzialmente finanziate mediante contribuzioni finanziarie private alle spese scolastiche.

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