Consip, mozioni al voto in Senato e governo in bilico

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La società che funge come centrale degli appalti della Pubblica amministrazione è protagonista di una lunga vicenda politica e giudiziaria, che coinvolge alcuni suoi dirigenti e sfiora anche un ministro del Governo Gentiloni, Luca Lotti. Il capogruppo del Pd Luigi Zanda ha ipotizzato un rinvio del dibattito a dopo il 27 giugno, data in cui l'assemblea dei soci nominerà il nuovo consiglio.

Nel pomeriggio il ministro Pier Carlo Padoan, parlando a 'Repubblica delle Idee', ha ribadito che Ferrara a e Ferrigno "si sono dimessi per non indebolire il lavoro prezioso di Consip". Grasso ha però dichiarato inammissibili entrambe le mozioni."Riteniamo gravissima la decisione del presidente Grasso di dichiarare improponibile il nostro ordine del giorno, in cui chiedevamo di revocare le deleghe al ministro Lotti, e la mozione di MdP". Non sembra sufficiente, al momento, che le mozioni non abbiano più motivo di essere.

"Il Pd ha preso atto della decadenza del cda Consip". "Come ho già ripetuto altre volte, in Consiglio regionale mi verrebbe chiesto questo, e non mi sarei potuto sottrarre", ha aggiunto, a margine della presentazione del libro 'Gang bank' di Gianluigi Paragone.

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In ogni caso se ne vanno a testa alta con una importante somma di denaro ed una media di 2,3 secondi a parola, 26 in tutto quelle indovinate.

Al via nell'aula del Senato la discussione di mozioni a procedimento abbreviato sui vertici Consip. Dall'altra, quella presentata in fretta e furia proprio dal Pd (Marroni è, o era, renziano) per cercare di mettere la museruola al super dirigente prima che quest'ultimo, come riportato dal Messaggero, decida di vuotare del tutto il sacco dei misteri Consip. L'inchiesta Consip arriverà sui banchi del Senato attraverso ben sei mozioni presentate nel corso dei mesi da varie forze politiche per chiedere l'azzeramento dei vertici dell'ente oppure le dimissioni dello stesso Lotti.

Cosa si diranno Marroni e il numero uno dell'anticorruzione, Cantone, nel loro ormai prossimo incontro?

La cosa si spiega così: Marroni è formalmente dimissionario poiché il Cda è decaduto, ma c'è una differenza (che vale anche molti soldi) tra dimettersi volontariamente e licenziarsi. Il tentativo di evitare il voto sulle mozioni, soprattutto se non dovesse arrivare una richiesta di slittamento dei tempi, potrebbe andare a vuoto. Il tema è chi ha detto la verità tra Marroni e Lotti. Difficile comunque che l'Aula del Senato scelga di non affrontare tout court l'argomento: quindi, almeno una discussione in Assemblea dovrebbe essere assicurata. No comment invece sulla posizione di Marroni.

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