Decreto vaccini: in vista alcune modifiche

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E' importante però che il pediatra assuma un ruolo attivo anche di somministrazione nel proprio studio in base alle evidenze che aumentano l'adesione alla vaccinazione quando eseguita dal curante. "I movimenti no vax - ha proseguito Beatrice Lorenzin - ci sono da 30 anni". Alcuni hanno con sé i propri bambini.

Secondo quanto riferisce La Stampa, le modifiche sono sostanzialmente tre: sono ridotte le sanzioni per gli inadempienti (al momento variano da 500 a 7500 euro), è quasi eliminata la possibilità di perdere la patria podestà e ogni due o tre anni viene rivisto l'elenco delle vaccinazioni obbligatorie e di quelle che possono essere evitate.

Sono una freelance ma oggi rispondo come MAMMA alla notizia del bambino malato di leucemia e morto per complicanze da morbillo. Sono figli di un Dio minore?

Il fronte del no al decreto Lorenzin dunque conduce la sua battaglia.

Impresa dell'Under21. Batte la Germania e va in semifinale
Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Comunque ci stanno, fanno parte del nostro lavoro. "Ora però subito con la testa alle semifinali .

"Nel contesto del dibattito politico in atto per la conversione in Legge del Decreto n. 73 del 07/06/2017 che ha introdotto l'obbligatorietà sul territorio nazionale di 12 vaccini fra quelli previsti dal piano nazionale per la prevenzione, la Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) vuole dare un contributo di merito ribadendo che condivide il mantenimento del Decreto nella sua attuale versione e propone di incrementarlo con l'inserimento della vaccinazione anti pneumococcica come già ribadito nei giorni scorsi insieme alle altre società scientifiche che hanno elaborato la proposta del 'calendario vaccinale per la vita' che ha ispirato l'attuale calendario nazionale vaccini".

"La prima riguarda l'atteggiamento persecutorio nei confronti dei migranti, trattati come appestati, nell'assurda convinzione che siano 'animali portatori di malattie' - afferma il coordinamento - Smentiamo categoricamente gli assunti di tale affermazione e invitiamo a non farsi ingannare dall'antica arte della denigrazione del 'diverso', che la storia ha dimostrato essere finalizzata a nascondere i reali interessi economici favorevoli una ristretta 'élite' di persone". Non capisco quindi perché lo Stato debba tutelare solo una 'fazione', e sottoporre all'obbligo l'altra, senza per altro alcuna garanzia e senza alcun rischio di epidemia. La lista non l'ho fatta io, non decido io, è stata indicata dall'autorità sanitaria sulla base di valutazioni per la messa in sicurezza della popolazione.

Qualcuno dice che essere sconfitti è spesso una condizione temporanea, mentre la resa è ciò che la rende permanente. C'è anche una domanda per il Ministro Lorenzin e per i Senatori che stanno valutando il decreto.

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