Dopo la sconfitta Renzi rassicura i suoi, ma Orlando attacca

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Salvini ha sottolineato soprattutto il risultato di Genova "finalmente libera" e il fatto che "il centrodestra vince con la Lega primo partito". I sindaci Pd se ne vanno a casa per lasciare il posto al centro-destra. In Emilia ci sono diversi comuni storicamente di sinistra persi al ballottaggio, come Budrio e Vignola, mentre a Parma Pizzarotti ha vinto facilmente contro il partito di Renzi. Si è fatta ironia sul tweet di Renzi che descrive il centrosinistra in vantaggio dopo i ballottaggi.

Il segretario del Pd incontra i suoi e analizza la sconfitta: "Siamo andati al voto in chiave anti-Grillo, ma Berlusconi c'è ancora".

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I crediti in sofferenza che rimarranno allo Stato ammontano a 11,8 miliardi (sono 18 lordi, 2 dei quali in attività finanziarie). Nel caso della Popolare di Vicenza saranno Claudio Ferrario e Giustino Di Cecco ad affiancarlo.

Eppure proprio Lucca è scomparsa dal suo radar, almeno in questo commento post elettorale da tutti rilanciato. La caduta verticale di Renzi e della sua banda ha poco di differente da quella di Berlusconi: il PD si ridurrà a un partito del 15 % ma continuerà a sostenere le sue posizioni liberticide, con il falso alibi della governabilità, e ad andar dietro a tutto ciò che allontana la gente dalla politica partecipata e lascia carta bianca alle capacità di conduzione del leader. "Come sempre, più di sempre", aggiunge Renzi. Da destra si dice no ai diritti civili e all'immigrazione, da sinistra si dice no alle politiche economiche dei governi Renzi e Gentiloni. Qualcuno dirà che questo risultato è un campanello d'allarme, non si capisce per cosa e perché visto che in un comune perdi, in quello accanto vinci. No, quindi, a "coalizioni litigiose che per stare insieme hanno bisogno del vinavil" e allo "schema di gioco" che passa da "un'estenuante discussione" sulle alleanze voluto da chi "ha tutto l'interesse a logorare il Pd". Che, a dispetto delle regole che si è dato di democrazia tutta orizzontale, è in realtà un movimento oltre che verticistico, molto centralistico. Il secondo è che chi è a capo di un partito non è mai responsabile del fallimento alle urne. Il Pd perde clamorosamente Pistoia, a poche decine di chilometri dalla capitale del renzismo: il sindaco uscente Samuele Bertinelli è stato affondato da Alessandro Tomasi, un giovane politico che viene da Alleanza nazionale. Niente di male a pensarlo e a realizzarlo, ma è chiaro che solo così può funzionare un sistema di coalizione vera. "Il Pd esce da questi ballottaggi con le ossa rotte e Renzi prende una clamorosa sberla dagli italiani, la seconda dopo quella del 4 dicembre scorso". Non basta. Una parolina, uno straccio di complimento per l'alfiere Tambellini, che ha mantenuto alta la slabbrata bandierina del Pd in Toscana, ci voleva proprio. "La nuova linea è Renzi convochi subito il tavolo del centrosinistra!". Insomma siamo davanti a un perdente felice di perdere perché nelle sue analisi poco realistiche e nella cerchia dei suoi consiglieri non è prevista la sconfitta.

La politica è l'arte della mediazione, ma nella stessa misura in cui Grillo rifiuta ogni mediazione intendendola come contaminazione, così Renzi accetta lo scontro all'ultimo voto, senza preoccuparsi delle tante cose da nascondere e sulle quali non può competere con l'integralismo pentastellato o con le false bandiere del razzismo, della sicurezza e degli sgravi fiscali proposti dal centro destra.

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