Esplosione Milano nel 2016: ergastolo per Pellicanò

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I dettagli della sentenza saranno resi noti tra 60 giorni, quando saranno depositate le motivazioni. Le due figlie di Pellicanò rimasero ferite nell'esplosione del 12 giugno 2016. Il gup ha escluso solo l'aggravante dei futili motivi confermando i reati di strage e devastazione. Pellicanò, presente in aula, è scoppiato in lacrime durante la lettura.

L'uomo avrebbe agito per gelosia: non accettava la fine della relazione con la madre delle sue bimbe. Oggi Giuseppe Pellicanò è stato condannato all'ergastolo nel corso del processo per rito abbreviato che quindi ha comportato uno sconto della pena che in casi del genere significa evitare l'isolamento. Il gup di Milano, Chiara Valori, ha accolto la richiesta del pm Elio Ramondini e disposto la condanna all'ergastolo per l'uomo imputato di strage e devastazione aggravata.

Il pubblicitario, tra l'altro, ha già confessato davanti al gip di aver aperto il gas in cucina causando l'esplosione nella palazzina di via Brioschi.

Fiamme in supermercato a Roma, rogo dopo tentativo di furto
I vigili del fuoco sono al lavoro dalle 3 della scorsa notte per spegnere le fiamme divampate all'interno della struttura. Sul posto gli agenti del commissariato San Paolo e della Squadra Mobile.

"Soddisfatta" della sentenza la mamma di Micaela Masella. La perizia psichiatrica d'ufficio ha accertato un vizio parziale di mente a causa di una forma di depressione.

Ciò dopo aver "tentato tutte le vie che si riusciva a prefigurare: l' accesso a numerosi professionisti, l'assunzione di farmaci, le progettualità di una vita diversa, il ricorso al conforto degli amici". Ma il giudice milanese non ha tenuto conto dell'esito della perizia sullo stato di seminfermità mentale dell'imputato e lo ha anche condannato a 5 anni di libertà vigilata una volta finita di scontare la sua condanna.

Il Tribunale dei Minorenni gli aveva già tolto le sue due bambine, 7 e 11 anni, entrambe rimaste gravemente ustionate dall'esplosione, affidandole ai nonni materni. Nella scorsa udienza i genitori della coppia di fidanzati uccisi avevano depositato una lettera: "I nostri ragazzi vittime indirette di un conflitto maturato in un circuito domestico di cui erano totalmente estranei sono innocenti in senso assoluto".

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