Fmi rialza stima Pil, +1,3% in 2017

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"La Cina continua la transizione verso un percorso di crescita piu' sostenibile e le riforme sono avanzate in un ampio settore", scrive il numero due del Fmi, David Lipton, in una nota diffusa al termine di un viaggio nel gigante asiatico che ha toccato le citta' di Pechino e Lanzhou, nel nord-ovest del Paese. La crescita è attesa a circa l'1,3% quest'anno: ma visto che i venti favorevoli (in termini di politiche commerciali, fiscali e monetarie) saranno meno forti nei prossimi anni, la crescita (a politiche invariate) è prevista rallentare a circa l'1% nel 2018-20.

Il Pil "potrebbe sorprendere al rialzo nel breve periodo, anche grazie ad una piu' forte ripresa europea".

Quello di cui parla il FMI è un fardello sproporzionato, caricato sulle spalle delle nuove generazioni da una crisi finanziaria globale che 10 anni dopo la sua nascita non permette ancora di intravedere redditi effettivi disponibili pro capite come quelli precedenti l'entrata in vigore dell'euro. Tra i miglioramenti indicati dal Fondo "la disoccupazione e gli npl sono in qualche modo diminuiti rispetto ai picchi dovuti alla crisi". Anche il debito pubblico si è stabilizzato, sebbene ad un livello davvero elevato.

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L'FMI riconosce, poi, all'Italia di aver compiuto "progressi incoraggianti" sul rafforzamento delle banche e sulla riduzione dei crediti in sofferenza, ma raccomanda la necessità di agire "tempestivamente" sulle situazioni di difficoltà, pur ammettendo come sia "difficile" riuscire a trovare soluzioni che risultino anche "poco costose". Come e' stato ampiamente riconosciuto, inclusi i piani del governo, questo richiede profonde riforme per la transizione dall'attuale modello di crescita che si affida agli investimenti alimentati dal credito e al debito.

CRESCITA - Le priorita' chiave per l'Italia sono "aumentare la crescita" e "aumentare la resilienza economica", riporta il documento.

RIFORME - Per il Fmi servono "riforme strutturali ambiziose e complesse contribuiranno ad accelerare la crescita" che dovrebbero essere "costruite sulla base dei recenti sforzi" delle autorita' per il Jobs Act, per modernizzare la pubblica amministrazione, per accelerare le procedure di insolvenza, nonche' la giustizia civile e la riforma della scuola.

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