Garlasco, Cassazione conferma la condanna di 16 anni per Stasi

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Stasi sta scontando la condanna a 16 anni di reclusione per l' omicidio della fidanzata Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco (Pavia) il 13 agosto 2007.

I supremi giudici hanno accolto la richiesta del procuratore generale Roberto Aniello e della parte civile, ritenendo inammissibile la richiesta dei legali di Stasi, che puntavano a una revisione della sentenza di condanna a causa di una presunta svista della Cassazione che non si sarebbe accorta che nell'appello bis non sono stati risentiti 19 tra testimoni, consulenti e periti. Stasi quindi rimane in carcere a Bollate - nello stesso reparto in cui si trova il broker Alexander Boettcher, condannato per le aggressioni con l'acido insieme a Martina Levato - e per lui non ci sarà un processo di appello ter. Nel ricorso, firmato dallo Stasi e dal difensore Angelo Giarda, veniva dunque chiesta la revoca della sentenza definitiva e di "rilevare l'errore di fatto", in assenza del quale "l'esito decisorio sarebbe stato differente", come ribadito dal difensore davanti ai giudici della Suprema Corte. Il che avrebbe "comportato per l'imputato un processo iniquo".

Corvino Ausilio è in corso l'incontro per Borja Valero all'Inter
I viola, infatti, vorrebbero inserire l'argentino all'interno della trattativa che porterà Borja Valero alla corte di Spalletti . Anche i magazzinieri, che devono essere contenti se l'Inter vince e devono dare tutto perché i ragazzi facciano bene.

Infine il principio fissato dalla giurisprudenza della Corte Europea sull'obbligo di risentire i testimoni vale solo quando la loro versione venga ribaltata nel secondo giudizio, mentre in questo caso è stata semplicemente superata da elementi probatori ulteriori, che sono stati raccolti attraverso nuove testimonianze e nuove perizie. "I numerosi indizi già esistenti hanno finito per integrarsi come le tessere di un mosaico - si legge nella memoria depositata dagli avvocati Gianluigi Tizzoni e Francesco Compagna -, senza che via sia necessità di rivalutare l'attendibilità delle testimonianze già acquisite". "Anche nei momenti piu' difficili la famiglia Poggi ha sempre creduto nella giustizia, senza mai cercare giudizi sommari".

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