Il boss Graviano: "Misi incinta mia moglie mentre ero al 41 bis"

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"Ti debbo fare una confidenza - prosegue il boss - prima di nascere il bambino, prima di incontrarmi con mia moglie, siccome una cosa del genere mi era successa in altre occasioni pure, io ho detto 'no ci devo provarè". Parla il boss di Brancaccio, Giuseppe Graviano mentre conversa con il compagno d'ora d'aria, il camorrista Umberto Adinolfi, nel penitenziario di Ascoli Piceno. Vero che Graviano, il 10 aprile 2016, durante l'ora d'aria nel carcere di Ascoli Piceno, parla di una cortesia chiesta da Berlusconi, convinto di vincere le elezioni in Sicilia e, per questo, desideroso, di "una bella cosa" che potesse smuovere le acque. Quando lui si è ritrovato un partito cosi' nel '94 si è ubriacato e ha detto 'Non posso dividere quello che ho con chi mi ha aiutato'. "Dalle intercettazioni ambientali di Giuseppe Graviano, depositate dalla Procura di Palermo, composte da migliaia di pagine, corrispondenti a centinaia di ore di captazioni, vengono enucleate poche parole decontestualizzate che si riferirebbero asseritamente a Berlusconi. Perche' tu lo sai io mi sto facendo, mi sono fatto 24 anni, ho la famiglia distrutta e senza soldi... alle buttane glieli da' i soldi ogni mese... io non ho fatto niente, io ti ho aspettato fino adesso perche' ho 54 anni, i giorni passano, gli anni passano, io sto invecchiando e tu mi stai facendo morire in galera senza io aver fatto niente".

Il boss di Brancaccio, quartiere di Palermo, che ha condiviso la strategia stragista dei Corleonesi insieme al trapanese Matteo Messina Denaro, dunque chiama in causa Silvio Berlusconi.

Le 500 pagine di intercettazioni fatte dal centro operativo Dia di Palermo sono state depositate dai pubblici ministeri Nino Di Matteo, Roberto Tartaglia, Francesco Del Bene e Vittorio Teresi nel nuovo capitolo del processo sulla Trattativa Stato Mafia che fra gli imputati vede Marcello Dell'Utri, il braccio destro di Berlusconi, attualmente detenuto per scontare una condanna a sette anni per concorso esterno in associazione mafiosa.

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Un giornalista locale che si trova sul posto ha confermato che è arrivata anche un'ambulanza ma non aveva le sirene accese. Che aggiunge: "Non ci sono al momento informazioni che indichino che l'episodio è legato al terrorismo ".

"E si pensavano a un colpo di Stato...", aggiunge quest'ultimo, "quando hanno levato i 400 41 bis che in quel periodo è stato modificato", taglia corto Graviano. Quando lo definisce 'crasto', cioè 'cornuto', non fa il suo nome ma i magistrati del processo trattativa Stato-mafia, sono convinti che si tratti proprio di Berlusconi. I contenuti di quei colloqui, 32 in tutto, sono stati contestati a Graviano nel corso di un interrogatorio avvenuto lo scorso 28 marzo. Frase che i pm interpreterebbero come la necessità di un gesto forte in grado di sovvertire l'ordine del Paese. "Andavano alleggerendo del tutto il 41 bis ...se non succedeva più niente, non ti toccavano, nel '93 le cose migliorarono tutto di un colpo", aggiunge. Quindi rammenta la reazione dell'allora premier Ciampi, dopo le bombe di Milano nel luglio del '93: "Quella notte si sono spaventati, temevano il colpo di Stato e lui (l'allora premier Ciampi, ndr) se n'è andato subito a palazzo Chigi assieme ai suoi vertici. Pigliò le distanze e ha fatto il traditore" - dovranno passare al vaglio di un'aula di Tribunale. "Lui voleva scendere - dice ancora Gravian al suo interlocutore - però in quel periodo c'erano i vecchi e lui mi ha detto ci vorrebbe una bella cosa.".

Graviano poi attacca il leader di Forza Italia, colpevole di averlo tradito e abbandonato, minacciando di fargli "fare la mala vecchiaia": "Berlusconi quando ha iniziato negli anni '70 ha iniziato con i piedi giusti, mettiamoci la fortuna che si è ritrovato ad essere quello che è". Intercettazioni che sono state trascritte con alcuni omissis.

Le intercettazioni Giuseppe Gaviano aprono nuovi scenari per il processo della Trattativa Stato-mafia. "Dopo che lui ha avuto tutto nelle mani. alla fine ha finito di rovinarsi con la pedofilia, con la prostituzione. - dice - lui è stato un vigliacco, ma un vigliacco, un vigliacco.che ha fatto delle cose così cattive per tenere alcune persone in carcere e stanno pagando per altri". "Per cosa? Per i soldi, perché tu ti rimangono i soldi... dice, non lo faccio uscire più e sa che io non parlo perché sa il mio carattere e sa le mie capacità". È quanto dice il boss Giuseppe Graviano. "Io ho atteso sino adesso, lo sai perche'? Tale interpretazione è destituita di ogni fondamento non avendo mai avuto alcun contatto il presidente Berlusconi, né diretto né indiretto, con il signor Graviano".

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