IPhone vietato in Italia. Vediamone la causa

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Il disegno di legge è stato fortemente voluto da Stefano Quintarelli, dei Civici e Innovatori, storico esperto della rete che è più volte intervenuto controigiganti del web, per chiedere il pagamento delle tasse anche in Italia.

Gli utenti "hanno il diritto" di utilizzar, e "a condizioni eque e non discriminatorie software, proprietario o a sorgente aperta, contenuti e servizi leciti di loro scelta". Il mercato italiano è anche differente, e per chi non volesse usare software Apple la scelta è ampia, sia come marchi che come prezzi.

Sono concetti che cozzano con la visione che Apple ha del proprio software, una visione che peraltro è al centro di tutti i prodotti della casa di Cupertino; all'interno del sistema operativo iOS in particolare non è possibile eseguire programmi che non arrivino direttamente dall'App Store della società, se non tramite la nota ma osteggiata e invalidante procedura di jailbreak. Una legge che metterebbe in difficoltà la Apple.

La legge prevede il libero accesso a software, contenuti e servizi.

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La top ten e' completata da Johann Zarco ( Yamaha ), Alvaro Bautista ( Ducati ) e Dani Pedrosa ( Honda ). Le qualifiche della MotoGP scatteranno alle ore 14 :10.

Sui computer e sui dispositivi mobili Apple, infatti, non è possibile installare software a sorgente libera.

In sintesi, il disegno di legge andrebbe a rendere illegali tutti i sistemi operativi chiusi come iOS, per esempio, che come noto è sviluppato appositamente solamente per i dispositivi della mela morsicata. "Sarebbe più corretto attendere la definizione di regole precise europee, perché i servizi digitali non hanno confini nazionali".

In realtà le probabilità che la legge sia approvata sembrano essere molto limitate, visto che la maggioranza del PD, in particolare l'ala renziana, si è già dichiarata contraria, nonostante alcuni la considerino giusta, come Sergio Boccadutri che però non la vede applicabile a una sola nazione: "Il fine della legge può apparire giusto, ma se applicata solo in Italia può produrre una distorsione di mercato enorme e incomprensibile". Come mi spiega Wolly (che poi altro non è che la persona che - insieme al suo socio - nel 2004, ha portato Wordpress in Italia) si tratterebbe di applicazioni che consento l'ottimo funzionamento del dispositivo e che si inserirebbero quindi in quella parte di norma che vieta la disinstallazione delle app solo quando queste risultano indispensabili per il funzionamento del telefono.

Non c'è un bisogno assoluto di fare una legge in questa materia, perché è già gran parte disciplinata dal regolamento. "Anche perché, in caso di contenzioso, la primazia sarebbe del regolamento europeo".

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