Iran: missili su Isis messaggio agli Usa

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"Gli americani non vogliono che l'esercito siriano avanzi verso Deir ez-Zor, non vogliono che l'esercito siriano sia effettivamente presente nell'ambito dell'operazione per recuperare Raqqa o prendere una parte della provincia di Raqqa", afferma Ebrahim, aggiungendo: "Gli Stati Uniti stanno cercando di disegnare confini nel conflitto siriano e le linee rosse per l'esercito siriano da non attraversarle". La coalizione ha precisato che due ore prima le forze del presidente siriano Bashar al-Assad avevano attaccato le Forze democratiche siriane nella città di Ja'Din, a Sud di Tabqa, "ferendo diversi combattenti e cacciando le Sdf dalla città". Infatti sono stati lanciati dei missili contro una base ISIS in Siria, Da notare che i missili sono partiti da una base situata in Iran, a dimostrazione che il governo iraniano intende reagire all'attacco di alcuni giorni fa contro il Parlamento.

La notizia, diffusa domenica 18 giugno dall'esercito siriano, è stata confermata dalle autorità statunitensi. Ma il lancio di missili è un messaggio inviato non solo ai terroristi in Siria ed in Iraq, ha avvertito Sharif. Nicholas Heras, analista del Center for a New American Security, ha detto al Washington Post: "Il jolly in questa situazione è la logica di un regime di Assad che ha deciso che non vuole più essere confinato in un piccolo stato della Siria occidentale", quindi che vuole spingersi sempre più a est, territorio conteso anche dagli alleati degli americani.

Non si allenta, in ogni caso, la morsa della tensione fra le due superpotenze impegnate, su fronti opposti, nella guerra civile siriana.

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Lotta fino all'ultimo per il podio con Crutchlow e Dovizioso , resa ancor più spettacolare dalla pioggia degli ultimi giri. Così Rossi vince sul bagnato nel GP d'Olanda davanti a Danilo Petrucci e Marc Marquez .

Un altro rischio legato alla situazione di tensione che si è creata dipende dalla mancanza di una precisa strategia americana in Siria.

Dopo 7 anni di guerra lo Stato islamico sembra essere finalmente con le spalle al muro. Ora che lo Stato Islamico sta subendo una sconfitta dietro l'altra, sia in Iraq che in Siria, il tema del dopo sta cominciando a diventare urgente e le forze sul terreno - sia quelle appoggiate dagli Stati Uniti che quelle appoggiate dalla Russia - hanno cominciato a competere tra loro per ottenere il più possibile. I militari siriani hanno aggiunto che il pilota dell'aereo non è ancora stato ritrovato. Quasi improvvisata, insomma. Non c'è un piano americano di lungo periodo, mentre c'è grande confusione sul cosa fare quando il problema è Assad, o le milizie sciite che lo appoggiano.

- alla sua periferia ci sono importanti impianti petroliferi.

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