La Corte dei Conti boccia la spending review: "Non ha prodotto risultati"

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La Corte dei conti punta il dito contro il livello troppo elevato del nostro debito pubblicoe, ancora una volta, sulle misure anticorruzione, ancora insufficienti a combattere un fenomeno "devastante".

Purtroppo, in Italia, l'evasione fiscale, la corruzione e i traffici illeciti sono ancora a livelli troppo elevati.

Partiamo dal debito pubblico che resta "l'elemento di maggiore vulnerabilità dell'economia", spiega la Corte dei Conti, per cui "è essenziale che il nostro Paese mostri una ferma determinazione a perseguire una duratura riduzione del debito pubblico, garantendo il rispetto dei vincoli costituzionali di equilibrio di bilancio introdotti nel 2012" con il cosiddetto Fiscal Compact.

"Il bilanciamento della politica economica e della gestione della finanza pubblica appare particolarmente complesso per l'Italia, dove *il recupero della crescita del prodotto interno lordo, dopo la lunga crisi, appare ancora troppo modesto *e, soprattutto, in ritardo rispetto alla ripresa in atto negli altri principali Paesi europei", ha evidenziato Arturo Martucci di Scarfizzi. La Corte dei Conti insiste sulla necessità di ridurre la spesa pubblica. A dirlo, in occasione della relazione sul rendiconto generale dello Stato 2016 tenutasi questa mattina a Roma alla presenza delle più alte cariche dello Stato, è il presidente di coordinamento delle sezioni riunite in sede di controllo della Corte dei Conti, Angelo Buscema.

Palermo-Agrigento, furgone fuori strada: un morto e un ferito
Nell'impatto il conducente, 51 anni ha perso la vita, una seconda è stata trasportata al pronto soccorso in gravissime condizioni. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, che hanno estratto i corpi dei due uomini dalle lamiere, e i carabinieri.

Vengono praticamente bocciate le iniziative che sono state adottate per la spending review.

"A consuntivo, le misure di riduzione, mentre sembrano aver salvaguardato l'operare di interventi a sostegno dei comparti produttivi, non hanno prodotto - ha detto Buscema - risultati di contenimento del livello complessivo della spesa". Buscema sottolinea che non si sono visti i risultati sperati. Aveva inoltre fornito nei giorni scorsi i dati sul periodo 2014-2017 con tagli di spesa per 30 miliardi di euro.

I magistrati contabili chiedono poi "una verifica dei risultati" dell'attività della Consip, la centrale di acquisti della Pubblica amministrazione italiana. Il procuratore generale della Corte dei Conti, Claudio Galtieri, nella requisitoria sul rendiconto generale dello Stato, ha spiegato che il sistema dei controlli risulta "scarsamente efficace" anche per "contrastare quei comportamenti illeciti i cui effetti negativi sulle risorse pubbliche sono, spesso, devastanti". Secondo i magistrati contabili, "i rilevanti effetti distorsivi che le irregolarità e gli illeciti penali, proprio nei settori in cui è più alto il livello della spesa, come quelli della sanità, della realizzazione di opere pubbliche e della prestazione di servizi, richiedono un approccio più sostanziale che, superando talune impostazioni dottrinarie astrattamente fondate, assolutamente inadeguate in concreto, affronti il fenomeno della corruzione in una logica sistematica che tenga in adeguata considerazione la diffusività del fenomeno stesso e l'insufficienza delle misure finora apprestate dall'ordinamento".

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