Mamma Ebe nuovamente denunciata dalla Polizia

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Il marito della donna è stato denunciato per il reato di maltrattamenti.

La denuncia è partita in seguito a un'indagine avviata alcuni mesi fa dalla polizia di Forlì-Cesena.

Quello che però è emerso dagli appostamenti e poi dalla perquisizione dei detective della Questura di Forlì è che la sua villa di Sant'Ermete di Santarcangelo (Rimini) resta ancora meta tanto di pazienti che credono in lei e nelle sue supposte doti taumaturgiche, sia di accolite, tutte donne di svariate età, disponibili a prendersi cura di Mamma Ebe, ognuna svolgendo attività domestiche, anche pernottando all'interno della villa. Attualmente Mamma Ebe è di nuovo agli arresti domiciliari. Gigliola Ebe Giorgini, 84 anni, visita la donna nella sua abitazione in Romagna, la prende in cura e prescrive una pomata "miracolosa" da applicare sul ventre per risolvere i problemi di infertilità.

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Dopo continui trattamenti infruttuosi, la donna si è separata dal marito che insisteva ancora per la cura e ha denunciato tutto alla polizia. La sostanza cremosa, di colore arancione, che la santona le applicava sin da subito infatti le aveva provocato una perdurante forma di irritazione cutanea e delle lesioni sul basso ventre.

L'uomo, secondo quanto riferito dalla moglie, su indicazione di Mamma Ebe, avrebbe dovuto convincerla a evitare il ricorso alla fecondazione assistita in quanto sarebbero potuto nascere bambini con dei problemi mentali. L'attività era stata troncata nel 2010 dagli arresti eseguiti dai carabinieri di Quarrata. L'uomo affermava che la santona era stata incompresa dalla giustizia italiana e dall'opinione pubblica e che solo alla sua morte si sarebbero riconosciuti i suoi "miracoli". Nel 2016 la decisione di separarsi, quando si era ormai capito che i trattamenti sarebbero continuati e che la vita della coppia veniva ormai gestita di fatto dalla "santona": il marito era arrivato anche a minacciare la donna di farle perdere il lavoro, se si fosse allontanata dalle cure.

Probabilmente non le sono bastati trenta anni di inchieste a suo carico e una condanna definitiva a sei anni di carcere per esercizio abusivo della professione medica e associazione a delinquere.

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