Manovra e riforma del processo penale, gli appuntamenti in agenda

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La riforma del Processo penale approda nell'Aula della Camera dopo essere stata licenziata in seconda lettura dal Senato, il 15 marzo scorso, con il voto di fiducia su un maxi emendamento presentato dal Governo.

"Imbavagliate il Parlamento con la fiducia a un provvedimento così delicato".

"Soddisfatto ( e molto) il guardasigilli che porta a casa un risultato personale non scontato, visto che il voto di fiducia -"l'unico modo perché la legge non arrivi a un binario morto" aveva detto ieri in aula Walter Verini- ha sollevato un'ondata di proteste dentro e fuori il Parlamento".

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Sul sito www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Quella del M5S in aula a Montecitorio, prosegue il comunicato, è stata "una protesta ordinata ma dura, perché il tema della Giustizia riguarda tutti i cittadini che da domani si troveranno a dover fare i conti con una riforma pessima che non solo difende la corruzione, ma mette a rischio la loro sicurezza con benefici per chi è in carcere invece di affermare la certezza della pena". Mdp ha votato a favore mentre l'Udc non ha partecipato allo scrutinio. Il dibattito sulla fiducia avrà inizio alle 11. "Oggi è un giorno positivo per la giustizia italiana". Si vota la fiducia per non creare problemi al governo e si esce dall'aula sul voto finale per esprimere contrarietà sul provvedimento nel suo complesso. "Sarebbe il caso di dire che l'ottimo è nemico del bene e noi siamo per il bene", ha concluso. In particolare il governo dovrà predisporre norme per evitare la pubblicazione di conversazioni irrilevanti ai fini dell'indagine e comunque riguardanti persone completamente estranee.

Le norme inoltre introducono la cosiddetta "indagine breve", ovvero il limite temporale di tre mesi dal deposito degli atti per la richiesta di rinvio a giudizio o l'archiviazione.

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