Non pubblicate foto dei figli sul web, c'è il pericolo pedofilia

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Duecento pagine fitte di numeri, codici, normative.

Nell'universo digitale, in cui gli algoritmi ci 'profilano´, ci rendono "omologati e omologanti", arrivando ad "annullare l'unicità della persona" e trasformandola in una "cifra per Big Data", o ci 'recensiscono´ fino a creare banche dati della reputazione, la privacy si conferma un "presidio" essenziale, sottolinea con forza il Garante Antonello Soro, che nella Relazione annuale al Parlamento evidenzia i rischi sempre nuovi per la libertà e la democrazia.

Bambini che possono diventare vittime ignote di pedofili online ma che rischiano anche di potersi trasformare in vittime reali: riferimenti alla propria abitazione, alla scuola frequentata, all'attività sportiva svolta e in periodi di vacanze anche all'hotel dove si soggiorna e allo stabilimento balneare che si frequenta possono rendere il bambino facilmente avvicinabile da parte dei pedofili. Solo nel 2016 sono state trovate più di due milioni di immagini, circa il doppio rispetto al 2015, complici - sottolinea Soro - "i social network in cui genitori postano le foto dei figli". Tale decisione trova giustificazione nell'esigenza di tutela del patrimonio aziendale vista la necessità dellesocietà di rispettare dei tempi tecnici minimi (stimati in non meno di 10/15 giorni) per eseguire più efficaci controlli sul denaro e sulle apparecchiature presenti in sala nonché per visionare le immagini registrate dalle varie telecamere (al fine di prevenire la commissione di illeciti, specie con riferimento agli ammanchi di denaro).Ciò, tenendo conto dei tempi e delle modalità di lavoro degli addetti al servizio portavalori e di quelli operanti presso le "sale conta".

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Non ha girato alcune scene che gli avevamo chiesto e diverse che erano necessarie dicendo: "No, non ne abbiamo bisogno". Il regista non ha voluto girare le scene che gli avevamo suggerito.

Preoccupante è la crescita del fenomeno del traffico pedopornografico, spesso per mano (involontaria) dei genitori, che pubblicano sul web le foto dei bambini. I pedofili sono in agguato. Quest'anno la legge sulla privacy compie vent'anni: era infatti l'8 maggio del 1997 quando entrò in vigore, e lo fece un po' in punta di piedi disorientando i cittadini.

Ancora, dai dati emerge che le aziende italiane hanno subito 9 miliardi di danni dagli attacchi hacker.

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