Ocse rivede al ribasso previsione crescita Italia su 2018: +0,8%

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L'Ocse taglia le stime sull'Italia e "consiglia" il governo Pd di rimettere l'Imu sulla prima casa.

Confermato +1% sul 2017 nel 2018 scende al +0,8%.

Nelle stime riguardanti i negozi, solamente i supermercati crescono (+5 su anno), seguiti da ipermercati e discount, mentre gli esercizi che contano meno di cinque dipendenti vedono una riduzione dei loro incassi del 2,9%.

Le indicazioni sono contenute nell'Economic Outlook presentato oggi a Parigi. Da quanto si apprende, nel corso del suo intervento, l'ex capo economista dell'Ocse ha ricordato i risultati controversi che il processo ha avuto nelle società occidentali. La stima per l'Italia è stata invece modificata al ribasso dal +1% previsto lo scorso marzo.

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Fassone e Mirabelli hanno lavorato a lungo per raggiungere l'accordo con l'entourage del giocatore, che arriverà oggi in Italia. La formazione rossonera si è assicurata i servigi dell'esterno per la cifra di 15 milioni più tre di bonus.

Padoan comunque non ha cambiato idea: a suo parere il risultato finale sara' superiore alle attese di Ocse e Commissione Ue (0,9%), grazie all'effetto delle misure strutturali adottate negli ultimi tre anni.

L'export, che si avvantaggia del rafforzamento della domanda globale e del calo dell'euro, è stimato in aumento del 4,1% nel 2017 e del 3,6% nel 2018, ma sono in netta crescita anche le importazioni (+4,7% e +3,9%). "Gli investimenti privati si stanno rafforzando, a differenza di quelli pubblici", ha scritto l'Ocse a proposito dell'Italia. Tra l'altro, il rapporto invita l'Italia ad aumentare "innovazione e competitività" e fare "ulteriori progressi" di riforma per accelerare la crescita e ridurre il debito, che è dato al 131,8% del pil nel 2017 e al 130,6 nel 2018, circa due punti inferiore al picco 2016 (132,5%). "Il governo - osserva l'Ocse - ha stanziato 20 miliardi per la ricapitalizzazione bancaria", se la "cifra dovesse essere usata interamente ci sarebbe un incremento del debito pubblico pari all'1,2% del Pil". Ancora, "attuare nuove politiche per un mercato del lavoro attivo e un programma contro la poverta' di livello nazionale aiuterebbe le persone ad adattarsi alla globalizzazione".

L'Ocse ha poi sottolineato come il contributo italiano all'economia globale rimanga limitato, nonostante l'ampio settore manifatturiero. L'andamento dell'inflazione giustifica una graduale interruzione della politica accomodante della Bce in particolare il tasso deposito potrebbe essere alzato verso la fine del 2018 per rendere nuovamente simmetrico il corridoio dei tassi d'interesse.

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