Pugno duro della Cassazione contro il bullismo

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Nella fattispecie i giudici di legittimità hanno dichiarato inammissibile il ricorso di alcuni ragazzi contro la decisione della Corte di appello di Napoli che li aveva condannati per atti persecutori di cui all'articolo 612 bis del codice penale (meglio noto per l'appunto anche come "stalking"), ai danni di un loro compagno di classe. Borrelli ha aggiunto, inoltre, che il Consiglio Regionale della Campania ha approvato una legge per tutelare le vittime di bullismo e cyberbullismo, ma che ha anche il compito di recuperare i bulli stessi.

E' stata dunque emessa una delle prime condanne per bullismo nei confronti di minorenni.

Basket, Fortitudo, pullman di tifosi in fiamme
Nella bolgia del Pala Rubini è andata in scena gara5, la 'bella', della semifinale tra Trieste e Fortitudo Bologna . SPETTATORI: 5570 (circa 70 da Trieste ).

Quest'ultimo, timoroso di ripercussioni più gravi, non si era mai ribellato ai suoi aguzzini e si era trasferito al Nord, in Piemonte. Le indagini hanno fatto il loro corso e, per i quattro bulli, all'epoca dei fatti tutti minorenni, è arrivata la condanna a dieci mesi di reclusione del Tribunale dei minori di Napoli. La Cassazione ha messo un punto: la loro condanna diventa definitiva. La vicenda emerse quando la vittima finì in ospedale per lesioni a un occhio. I fatti risalgono al 2009 ed hanno avuto come scenario l'Istituto Professionale "Manfredi Bosco" di Alife, nel casertano. Protagonista un coetaneo che, dopo un iniziale tentativo di ribellione, aveva dovuto accettare condotte di sopraffazione "per evitare altre botte".

Le dichiarazioni della vittima, ricorda la Cassazione con la sentenza 28623 depositata ieri, sono state "ritenute solidamente corroborate proprio dal filmato" di uno degli episodi persecutori, realizzato con il cellulare da uno dei ragazzi che partecipava alle violenze e allo stalking. E il fatto che "abbia continuato a frequentare la scuola, nonostante il timore di ulteriori molestie, come anche l'assenza di iniziali denunce e di certificati medici, e' privo di decisivita' - si osserva nella sentenza - alla luce dello stato di soggezione psicologica, sul quale i giudici di merito hanno ampiamente argomentato, e comunque va letto alla luce del finale abbandono dell'istituto, teatro delle vicende".

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