Riad ha un nuovo principe ereditario

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Ringiovanire per perpetuare il proprio dominio, un'asserzione che vale anche nel regno del fondamentalismo wahabita. Mohammed bin Salman, 31enne, è diventato erede al trono, nella giornata di ieri, al posto del cugino, il 57enne Mohammed bin Nayef.

È un cambio politico destinato a pesare fortemente sul futuro del Regno Saud e sull'intero scenario mediorientale. Il nuovo erede al trono invece continuerà a svolgere il ruolo di ministro della Difesa ma assumerà anche quello di vicepremier. È anche titolare di Vision 2030, il piano che punta a cambiare totalmente il volto della nazione più importante del mondo arabo nei prossimi 13 anni.

Al contrario, come ministro dell'Economia e dei Giovani si è distinto per le sue idee innovative in politica interna.

La sua nomina come erede al trono è stata confermata da 31 dei 34 membri del Consiglio di fedeltà, l'istituzione saudita creata nel 2006 con il ruolo specifico di designare a maggioranza il principe ereditario. E' stato creato in seguito a una riforma nel 2006.

È previsto per questa sera il giuramento alla Mecca. L'attuale ambasciatore saudita in Italia, Rayed Khalid Krimly, è in carica dal 2015. Secondo gli analisti locali la decisione del re saudita di nominare il giovane principe Mohammed Bin Salman come erede al trono ha dato un'iniezione di fiducia ai mercati e agli investitori. E' una scelta di discontinuità in un Regno che ha rinviato nel tempo qualsiasi elemento di discontinuità.

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Eppure è segretario del Pd dal dicembre 2013, con la breve interruzione di quest'anno per rivincere le primarie. Cade Sesto San Giovanni , la Stalingrado d'Italia, e cade Verona che fugge le suggestioni centriste.

Una sintesi del pensiero di Mohammed Bin Salman è contenuta in un'intervista che aveva rilasciato lo scorso anno al settimanale inglese The Economist, nella quale il principe definiva il suo progetto per la costruzione di una nuova Arabia.

Di certo, l'astro nascente, e affermato, della politica saudita imprimerà una ulteriore accelerazione alla crisi aperta con il Qatar. La rapida scalata al potere di Mohammed bin Salman, che è ministro della Difesa saudita, è giunta alla sua conclusione in quanto potrebbe essere il prossimo sovrano dell'Arabia Saudita. Quella yemenita si sta rivelando una campagna fallimentare per Riad considerato che i secessionisti sciiti, con il sostegno di Teheran e delle milizie fedeli all'ex presidente Saleh, si sono impadroniti della capitale Saana e stanno tentando di staccare lo Yemen dall'orbita sunnita. Il Qatar condivide nel Golfo Persico il più grande giacimento di gas al mondo, la fonte della sua immensa ricchezza, e ha tutto da perdere in una guerra aperta con l'Iran.

Anche per il Times Arabia Saudita e Israele sono in fase di negoziazione per stabilire legami economici più concreti, nel nome proprio della comune inimicizia verso l'Iran.

A inizio giugno, il ministro della Difesa israeliano, Avigdor Lieberman, aveva dichiarato che la rottura diplomatica tra Qatar e gli altri paesi arabi avrebbe "aperto opportunità di cooperazione", precisando, però, che l'argomento israelo-palestinese sarebbe rimasto ben distinto dalla ricomposizione dei rapporti con l'Arabia Saudita e le altre monarchie ereditarie.

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