Si dimettono i vertici Consip: Cda decaduto

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"Lotti non solo ha avuto le dita nella marmellata, era dentro la tinozza dello scandalo Consip". Abbiamo fatto qualche domanda al senatore Augello sulla mozione di cui è il primo firmatario e sul caso Consip.

Subito dopo il capogruppo del Pd Luigi Zanda ha ipotizzato un rinvio del dibattito a dopo il 27 giugno, data in cui l'assemblea dei soci nominerà il nuovo consiglio, ma senza avanzare una richiesta ufficiale in questo senso. Non la pensano così le opposizioni. Domani si discuta tranquillamente di Consip e si votino le mozioni.

Una posizione quella del Pd che non ha raccolto particolari consensi.

Ferrara era uno dei testi chiave sulla fuga di notizie che ha portato all'iscrizione nel registro degli indagati del comandante generale dei carabinieri Tullio Del Sette, del comandante della Toscana Emanuele Saltalamacchia e del ministro dello Sport Luca Lotti.

ROMA Alla fine la maggioranza in Senato tiene sulle cinque mozioni Consip, che informe molto diverse chiedevano al Governo di trarre una serie di conseguenze dall'inchiesta giudiziaria sulla vicenda Consip. A sparare contro Lotti è ancora il M5s.

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Nel corso dell'interrogatorio i magistrati le avevano comunicato che Romeo le aveva intestato alcune polizze vita . Il suo stipendio era schizzato da 39mila euro annui a quasi 120mila euro.

Chi spera che si arrivi al voto è l'amministratore delegato Luigi Marroni, che non si è dimesso e che conferma l'intenzione di "voler vendere cara la pelle". "Luca Lotti dovrebbe avere la decenza di dimettersi immediatamente" hanno affermato in una nota congiunta i capigruppo del MoVimento 5 Stelle alla Camera e al Senato, Roberto Fico e Carlo Martelli.

Mdp chiede la sospensione delle deleghe al ministro Lotti fino al chiarimento della vicenda che lo vede coinvolto perché "il Governo deve potere operare al riparo da ombre su comportamenti non irreprensibili dei suoi componenti, per potere portare avanti i suoi impegnativi obiettivi". "Abbiamo calendarizzato la discussione martedì mattina alle 11". L'incontro, probabilmente venerdì, tra Raffaele Cantone, presidente dell'Anac, e l'amministratore delegato di Consip. Senza questi voti, infatti, la maggioranza si sarebbe fermata a quota 146, 15 voti al di sotto della maggioranza necessaria al Senato di 161 senatori.

Inchiesta Consip, Ferrara indagato Intanto prosegue l'inchiesta sulle pressioni intorno al maxi-appalto Consip da 2,7 miliardi per il Facility management, vale a dire la gestione e la manutenzione, degli immobili pubblici.

Un interrogatorio, quello avvenuto intorno alle quattro a piazzale Clodio, in cui Ferrara avrebbe ritrattato quanto dichiarato in precedenza.

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