Stalking all'ex fidanzato, condannata la miss Rosaria Aprea

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Originaria di Macerata Campania, la giovane si è prodigata, in qualità di testimonial, nella lotta contro la violenza. "Credo che il giudice - conclude Foglia - non abbia tenuto nella dovuta considerazione questi elementi", ha dichiarato Giuseppe Foglia, avvocato difensore di Rosaria Aprea. Aprea era stata posta ai domiciliari nel gennaio scorso dal Gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, che aveva aggravato la precedente misura presa nei confronti della ragazza del divieto di avvicinarsi ai luoghi frequentati dall'ex. Rosaria Aprea avrebbe anche cercato di aggredire la donna, fiancheggiata da una delle due amiche e complici.

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Il giudice monocratico del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere Pasquale D'Angelo, lo stesso che ha condannato Rosaria a tre anni, ha revocato la sentenza, su istanza dei legali della 24enne, ravvisando che non ci fossero gli estremi per motivare la misura cautelare. Attualmente la ragazza si trova ai domiciliari per aver violato un ordine restrittivo emesso dopo una denuncia del suo ex, con cui ha avuto un figlio. Da quel momento in poi gli episodi di stalking si erano moltiplicati anche grazie all'aiuto fornito a Rosaria dalle amiche Jeanette Boutria e Marianna Bifone (condannate rispettivamente a 2 anni e 4 mesi e a 18 mesi), parenti di alcuni esponenti della criminalità organizzata. La donna, 24 anni, nel 2013 aveva subito un gravissimo atto di violenza che l'aveva quasi uccisa, e per il quale aveva denunciato il compagno di allora, Antonio Caliendo (condannato a 8 anni di reclusione per tentato omicidio). Il divieto di avvicinamento era scattato in seguito a un primo evento avvenuto nell'aprile del 2016. D'ufficio, le assegnò la fascia di Miss Coraggio: un biglietto di sola andata per la finale di Jesolo, dalla quale ritornò Miss Eleganza. Tutte e tre le condannate sono però state assolte dall'accusa di aggressione e diffamazione.

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