Leucemia acuta bambini: nuova tecnica con staminali

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Ancora staminali. I ricercatori italiani spiegano che l'innovativa tecnica di manipolazione delle cellule staminali è già stata applicata a immunodeficienze e malattie genetiche e ora, finalmente, è stata allargata a leucemie pediatriche e tumore del sangue. Gli studiosi hanno pensato di applicare la stessa prassi alle leucemie e ai tumori del sangue e, con grande soddisfazione, dicono: "Questa è un'occasione di guarigione definitiva per centinaia di bambini in Italia e nel mondo". La percentuale trattabile con il nuovo metodo è considerevole, in percentuale riguarderà il 20% delle leucemie e il 40-50% circa delle leucemie mieloidi.

I risultati, pubblicati sulla rivista scientifica internazionale Blood e successivamente rilanciati dalla Società Americana di Ematologia sono, secondo gli esperti, davvero "eccezionali".

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Bisogna fare in fretta perché le settimane trascorrono velocemente e alla fine si rischia di rimanere con il cerino in mano. La Juventus continua la ricerca al centrocampista di qualità chiesto da Allegri .

Tutto questo è una straordinaria tecnica rivoluzionare che potrebbe essere applicata a tantissimi bambini di tutto il mondo ma in realtà si tratterebbe di una tecnica già impiegata per il trattamento di altre patologie (talassemia, anemia...). Come risultato finale, i trapianti da uno dei due genitori avevano una probabilità di successo significativamente inferiore a quella ottenibile impiegando come donatore un fratello o una sorella, o un soggetto identificato al di fuori dell'ambito familiare. L'equipe di Locatelli, afferma il Direttore dell'Ospedale pediatrico Bambino Gesù, è parte del network europeo 'Innovative treatment for childhood cancers' che offre "la possibilità di testare in studi preliminari e poi di validazione farmaci più innovativi" in modo da mirare sul bersaglio tumorale per una maggiore efficacia che non abbia effetti collaterali. In particolare, il ruolo delle cellule Natural Killer da oltre 10 anni è stato oggetto di approfondito e meticoloso studio grazie alla collaborazione tra il prof. Lorenzo Moretta, responsabile dell'area di ricerca in immunologia del Bambino Gesù. Si stima, inoltre, che il 30/40 per cento dei pazienti che ha necessità di trapianto non riuscirebbe a trovare un donatore compatibile. Difatti ci sono stati risultati sorprendenti per combattere la leucemia. La sostanza è questa: anche in assenza di un donatore che non risulti completamente compatibile, la tecnica sperimentata dalla squadra dell'Ospedale Bambino Gesù permetterà la riuscita del trapianto di midollo da uno dei due genitori con possibilità di guarigioni identiche ottenute servendosi di un donatore perfettamente idoneo.

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