Migranti. Missione navale in Libia, via libera del Governo

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Gentiloni, infatti, ha annunciato che: "Il Consiglio dei ministri ha approvato la missione di supporto operativo alla Guardia costiera libica".

"Non è certo un'iniziativa che si prende contro la sovranità libica", ha detto Gentiloni.

Quest'ultimo non ha il pieno controllo del territorio libico.

In particolare, la Libia avrebbe fatto richiesta di supporto logistico e tecnico per la propria guardia costiera. "È un contributo che può essere molto rilevante per contrastare i mercanti di esseri umani e governare i flussi migratori che giungono nel nostro Paese".

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Loro erano molto corti tra i reparti. "Quindi, se non ci saranno sorprese, credo che se lo giocherà insieme alla Juve". Ci siamo messi a tre oggi per avere un palleggio migliore.

Nel caos libico, che è prima di tutto politico, il premier del governo riconosciuto "di Tripoli", Fayez al Sarraj, ha negato di aver chiesto all'Italia l'invio di mezzi nelle acque territoriali libiche, ed in un comunicato stampa ha definito "infondate" tali notizie, diffuse solo per inficiare l'incontro di Parigi con il presidente francese Manuel Macron e l'uomo forte "di Tobruk" Khalifa Haftar, che poi lo ha definito "un fanfarone".

Per quanto riguarda le operazioni dell'Italia in Libia, il cui perimetro di azione è ancora da definire, dovranno essere i libici a occuparsi di fermare le barche degli scafisti e a riportare sulla terraferma i migranti. "Questa misura - precisa il ministero degli Esteri libico - potrebbe richiedere la presenza di alcune unità navali italiane che operino nel porto di Tripoli solo a questo scopo e se vi fosse la necessità", ha spiegato il ministero in una nota, sottolineando che "non sarà autorizzato alcun intervento di questo genere senza permesso e senza coordinamento con le autorità libiche all'interno del territorio e delle acque regionali libiche".

Gentiloni ha rivolto un appello alle Camere: "Mi auguro che il Parlamento possa dare il via libera con il consenso più largo" alla missione.

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