Medici senza frontiere sospende le operazioni di soccorso al largo della Libia

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La ong Medici Senza Frontiere, una delle dieci che opera nel mar Mediterraneo centrale per prestare soccorso ai migranti che partono dalla Libia, ha annunciato sabato che sospenderà temporaneamente le attività della sua unica nave, la Prudence, a seguito delle nuove restrizioni imposte dalla Libia alle navi umanitarie che svolgono la loro attività al largo delle coste del paese.

Ad annunciarlo la setta Ong che fa riferimento alle minacce pronunciate pubblicamente dalla Guardia Costiera libica contro le navi di ricerca e soccorso umanitarie impegnate in acque internazionali. Ciò non toglie, sottolinea però la Ong, che l'équipe medica di Msf continuerà a fornire supporto a bordo della nave Aquarius di Sos Mediterranée.

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Quanto la guardia costiera , che per il guazzabuglio italiano delle competenze, fa capo al ministero delle Infrastrutture. E come teme il commissario Ue Dimitris Avramopoulos, "tutti sanno che presto ci sarà una nuova ondata in partenza".

L'allerta è stata comunicata a tutte le imbarcazioni presenti nella Sar Zone nei giorni scorsi e al momento delle navi più grandi dedicate alle operazioni di ricerca e soccorso solo Aquarius è presente nella Sar Zone di fronte alla Libia, mentre le altre imbarcazioni sono ferme nei porti italiani o a Malta. Medici Senza Frontiere insieme a Sea Watch e Jugend Rettet non ha accettato di firmare il codice di condotta del Viminale. Tali dichiarazioni giungono appena una settimana dopo l'annuncio del dispiegamento di navi militari italiane all'interno delle acque libiche, per aumentare la capacità delle guardie costiere libiche di intercettare migranti e rifugiati e riportarli in Libia. "Rispetto alla decisione di Sos Mediterranee di firmare il codice, stiamo discutendo la nostra partnership con l'organizzazione". Bene. Un aiuto in meno agli scafisti, migliaia di clandestini in meno da mantenere per anni a spese degli italiani.

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