Vaccini. Protesta dei medici in Lombardia: i certificati vanno pagati

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Se il servizio pubblico non coprirà i costi quindi le spese rischiano di ricadere sulle famiglie che potrebbero essere costrette a sborsare tra i 30 e i 50 euro.

Anche a Catania, i genitori dei piccoli che si accingono a frequentare gli asili nido e la scuola primaria dovranno compilare e consegnare l' "allegato 1" della circolare, che contiene la certificazione di avvenuta vaccinazione dei propri figli.

La protesta dei medici milanesi è partita direttamente dai social. Molti medici milanesi, infatti, si chiedono: "Se l'Ats non passa le analisi del sangue per cercare gli anticorpi, perché io medico devo fare gratis il certificato?".

Sono necessarie infatti le analisi del sangue, che il medico dovrà prescrivere per la ricerca degli anticorpi corrispondenti alla malattia che 'giustifica' il certificato per la non vaccinazione, obbligatorio per l'iscrizione a scuola. Tutte le vaccinazioni obbligatorie sono gratuite, in relazione all'anno di nascita per il quale è previsto l'obbligo.

Confusione per quanto riguarda le attestazioni di esonero dai vaccini, con i medici che minacciano di farseli pagare.

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Il problema, però, che non si tratta semplicemente di consultare un database e di rilasciare un pezzo di carta: questa attestazione può essere fatta solo se il paziente fa delle analisi del sangue per la ricerca degli anticorpi.

"La circolare ministeriale - concordano i sindacati lombardi, dagli autonomi dello Snami ai pediatri della Fimp e della Simpef - prevede che noi medici facciamo un attestato di esonero". Ma al di là della questione economica, il punto è che si chiede a noi medici di fare una diagnosi basandosi sugli esiti delle analisi. La Regione Puglia ha esonerato le scuole, i dirigenti sperano che lo stesso provvedimento sia preso dalla regione lombarda. Scrivere attestati di esonero per questi casi non sarà semplice. Analisi che poi noi medici dobbiamo valutare e inserire in un quadro clinico: "è un atto medico a tutti gli effetti".

La nuova legge impone obbligo e scadenze ben precise che metteranno in difficoltà genitori e segreterie scolastiche: "Per questo abbiamo attivato un sistema che vede collaborare Ats Insubria insieme alle due Asst del territorio - spiega la dottoressa Anna Maria Maestroni, direttore sanitario dell'Ats Insubria - È opportuno fare il più possibile chiarezza e offrire tutto il supporto a quanti si troveranno, a pochi giorni dall'avvio della scuola, a doversi mettere in regola". Dal 2019/20, come spiega il Ministero della Salute, quando si procederà all'iscrizione di un bambino alla scuola dell'infanzia, si dovrà presentare la documentazione formale dell'Asl, contestualmente all'atto di iscrizione.

"Le vaccinazioni obbligatorie possono essere omesse o differite ove sussista un accertato pericolo per la salute dell'individuo - ha spiegato il ministero - Servono specifiche condizioni cliniche documentate che controindichino, in maniera permanente o temporanea, l'effettuazione di una specifica vaccinazione o di più vaccinazioni".

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