Anticipo pensionistico, arriva la firma del decreto

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L'Ape Volontaria si avvia ormai ai nastri di partenza. Il decreto prevede che i lavoratori del settore pubblico e privato possano anticipare l'uscita dal lavoro fino a 3 anni e 7 mesi prima dell'età prevista per legge.

Per la segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso, sarebbe necessario avere invece una "misura universale" in grado di valorizzare il lavoro di cura che svolgono prevalentemente le donne che prima di colpo, di cinque anni, e nei prossimi 12 mesi si vedranno aumentare ulteriormente di un anno l'età pensionabile. Dunque si poteva anche prevedere la reazione all'ultima fase lanciata dal Governo sul fronte pensionistico, con il decreto approvato sull'Ape volontaria.

L'anticipo finanziario a garanzia pensionistica, si legge sul sito dell'Inps, può essere richiesto dai lavoratori dipendenti pubblici e privati, dai lavoratori autonomi e dagli iscritti alla Gestione Separata.

"Una misura prevista nei MilleGiorni - ha aggiunto Boschi - frutto dell'ascolto delle necessità di tanti cittadini. C'è una politica che parla e una politica che fa del suo meglio per portare avanti ogni giorno un vero cambiamento nella vita delle persone". Mancano ora altri passaggi tecnici: la registrazione presso la Corte dei Conti, l'approdo in Gazzetta Ufficiale e soprattutto la pubblicazione delle convenzioni con banche e assicurazioni.

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E' un problema che vogliamo risolvere e non è da sottovalutare. "Avremo ancora bisogno di settembre per vederlo in campo". Si è comportato in modo splendido. "Insieme abbiamo lavorato alla grande, gli auguro sempre il meglio".

Il testo del decreto attuativo dell'Ape volontaria stabilisce che "coloro che hanno maturato i requisiti in una data compresa tra il primo maggio 2017 e la data di entrata in vigore del presente decreto possono richiedere, entro 6 mesi dall'entrata in vigore del presente decreto, la corresponsione di tutti i ratei arretrati maturati a decorrere dalla suddetta data di maturazione dei requisiti". Dopo 20 anni dal pensionamento si completa la restituzione e la pensione torna al livello normale. L'obiettivo sarebbe arrivare a un Taeg pari al 3,2 percento. "Non dimentichiamo inoltre - continua il presidente Anief - che le pensioni attuali e future sono state già penalizzate dal nuovo modello di calcolo contributivo: ridurle di un importo così importante, significa portarle abbondantemente sotto i mille euro e sempre più vicino all'assegno sociale".

Per ottenere l'Ape l'interessato - o gli intermediari autorizzati, a cominciare dai patronati - dovranno presentare all'Inps domanda di certificazione del diritto e domanda di pensione di vecchiaia, da liquidare al raggiungimento dei requisiti di legge.

Non un prestito erogato dalle banche o finanziato dai fondi statali, bensì dai contributi versati dallo stesso lavoratore, che beneficerà di quanto versato nelle forme di previdenza complementare alle quali ha aderito.

Il prestito verrà erogato in rate mensili e se, eventualmente, il pensionato decede prima di aver restituito l'intero importo, sarà l'assicurazione a pagare il debito residuo e la reversibilità (eventuale) sarà corrisposta senza tagli. In questo modo le donne che potrebbero accedere all'Ape social quest'anno passerebbero da 11 mila a 15 mila.

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