Caso Ogm, Corte Ue dichiara

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La sentenza fa riferimento al caso di un agricoltore friulano che nel 2014 aveva provocatoriamente seminato i suoi campi con prodotti geneticamente modificati prima di rivolgersi alla Corte di giustizia europea.

Milano, 13 set. (AdnKronos Salute) - "Gli Stati membri non possono adottare misure di emergenza concernenti alimenti e mangimi geneticamente modificati, senza che sia evidente l'esistenza di un grave rischio per la salute o per l'ambiente". Ricordiamo che l'Italia ha, giustamente, adottato il divieto di coltivazione di OGM nel 2013 per tutelare l'enorme patrimonio di biodiversità di cui abbiamo la fortuna di disporre.

Nel 2013 il governo italiano ha chiesto alla Commissione di adottare misure di emergenza per vietare la coltivazione di mais Mon 810 alla luce di alcuni nuovi studi scientifici realizzati da due istituti di ricerca italiani.

La legge, sull'argomento, presenta aspetti controversi: da un lato una direttiva Ue del 2015 autorizza i Paesi membri a imporre lo stop alle colture con il dna modificato e sono 17 i paesi (tra cui l'Italia) ad avere fatto ricorso a questa possibilità, la sentenza odierna sembra però rimettere in discussione questo principio.

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Sulla base di un parere scientifico emesso dall'Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa), la Commissione ha concluso che non vi erano nuove prove scientifiche a supporto delle misure di emergenza richieste che fossero capaci di invalidare le proprie precedenti conclusioni sulla sicurezza del mais Mon 810. Secondo la Corte, dunque, il decreto del 2013 non era legittimo perché secondo quanto stabilito "qualora non sia accertato che un prodotto geneticamente modificato possa comportare un grave rischio per la salute umana, degli animali o per l'ambiente, né la Commissione né gli Stati membri hanno la facoltà di adottare misure di emergenza quali il divieto della coltivazione".

La Corte rileva, peraltro, che uno Stato membro, quando ha informato ufficialmente la Commissione circa la necessità di ricorrere a misure di emergenza e la Commissione non ha adottato nessuna misura, può adottare tali misure a livello nazionale.

Se non è accertato che faccia realmente male, la vendita di un prodotto geneticamente modificato non può essere vietata. In tali circostanze, i giudici nazionali sono competenti a valutare la legittimità delle misure di cui trattasi.

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