Commemorazione Dalla Chiesa, proteste dei familiari delle vittime di mafia

Share

Presenti, tra gli altri anche il comandante generale dell'Arma dei Carabinieri, Tullio Del Sette, il prefetto di Palermo, Antonella De Miro, il questore Renato Cortese, il presidente della Regione, Rosario Crocetta, il presidente dell'Assemblea Regionale Siciliana, Giovanni Ardizzone e i figli del Generale, Nando, Rita e Simona Dalla Chiesa.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella per la commemorazione ha deposto una corona di alloro sotto la lapide che ricorda l'eccidio. Placido Rizzotto, nipote del sindacalista corleonese Placido Rizzotto ucciso dalla mafia, ha parlato "di passerella e manifestazione squallida".

Italia, Buffon: "Sarò finito, ma in Champions sono stato eletto numero 1"
Se dovessimo rincontrarlo qualche altra volta cambieremo probabilmente il modo in cui lo abbiamo affrontato. So che il futuro sarà bello, ma sono ancora concentrato sul presente.

A ricordare Dalla Chiesa, anche il presidente della commissione Antimafia, Rosy Bindi, che ha definito la sua morte "non inutile". Vittima della guerra alla mafia, Dalla Chiesa è stato ricordato dallo stesso Rognoni nella cerimonia che ha visto le presenze del nuovo prefetto di Pavia, Attilio Visconti, alla sua prima uscita dopo l'insediamento, del sindaco Massimo Depaoli e del comandante dei carabinieri colonnello Danilo Ottaviani. Il riferimento corre subito a un ricordo ben preciso, al giorno in cui commentò, a margine dell'omicidio del padre, di cercare il mandante morale di quanto accaduto dentro la politica. "Ed a 35 anni di distanza credo di poter dire che questo suo obiettivo viene ancora perseguito, ha dato dei risultati, indubbiamente sono stati fatti molti passi avanti, ma lavorando ancora insieme procederemo nella lotta contro ogni forma di criminalità organizzata, per l'affermazione della legalità, sulla base dell'onestà personale di ciascuno".

Bindi ha poi concluso ringraziando l'Arma dei Carabinieri ed esprimendo il proprio sostegno ai figli, ai quali va il merito di "tenere accesa la memoria ed alimentare l'impegno di tutti contro la mafia". "Dalla Chiesa aveva "carisma", aveva ottenuto" successi nella lotta al terrorismo" e aveva dimostrato "assoluta fedeltà allo Stato" che insieme alla su "autorevolezza" giustificavano quella rinnovata "fiducia in una svolta al contrasto alla mafia". Carlo Alberto Dalla Chiesa è stato, però, voce fuori dal coro come pochi in quegli anni, a dimostrazione del detto "chi vuole, può". Il senso di sgomento e di amarezza per questo orribile crimine ha lasciato una ferita profonda nel nostro Paese. Corrado Lorefice nella cappella della Caserma Dalla Chiesa di C.so Vittorio Emanuele e dopo si è recato con il generale Del Sette, i familiari di Dalla Chiesa e i vertici di ANM e Unci, presso il Giardino della memoria, a Ciaculli, dove è stata scoperta una targa e piantato un albero in memoria del generale.

Share