Corea del Nord, no alle sanzioni: "Sono una provocazione"

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(Teleborsa) - Le Nazioni Unite infliggono nuove sanzioni alla Corea del Nord: ieri 11 settembre, il Consiglio di Sicurezza dell'ONU ha approvato all'unanimità il divieto alle esportazioni tessili di Pyongyang. Nella risoluzione non si menziona l'autorizzazione all'uso della forza, che invece compariva nella prima bozza elaborata dagli Stati Uniti per ottenere il via libera di Russia e Cina, cosi' come e' scomparso l'inserimento del leader Kim Jong-un dalla lista nera e il bando totale all'export del petrolio.

Si pone tuttavia un'eccezione consentendo la "fornitura, il trasferimento o la vendita a Pyongyang di tutti i derivati del petrolio sino a 500'000 barili per un periodo di tre mesi a partire dal primo ottobre, e sino a 2 milioni di barili all'anno a partire dal primo gennaio 2018". Ma siamo molto lontani da quelle "sanzioni più dure di sempre" che l'ambasciatrice Usa alle Nazioni Unite Nikki Haley aveva chiesto a gran voce all'indomani dell'ultimo potentissimo test nucleare realizzato dai nordcoreani il 3 settembre. E, soprattutto, sono state votate anche da Cina e Russia, che fino ad oggi tentennavano.

Corea del Nord boccia soluzione Onu Per la Corea del Nord la risoluzione Onu "è una provocazione", la boccia.

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La demo attualmente non è scaricabile sui vari Store di PS4 e Xbox One, ma è plausibile che sarà disponibile intorno alle ore 15-16 del pomeriggio.

In una nota rilanciata dalla Kcna, l'agenzia di stampa nordcoreana, il ministero degli Esteri accusa la risoluzione di essere stata "fabbricata" dagli Usa per colpire il "legittimo diritto all'autodifesa" del suo Paese. Il board avrebbe denunciato una violazione delle sanzioni contro Pyongyang da parte di Damasco che collaborerebbe con Kim Jong-Un per il perfezionamento di "armi convenzionali, armi chimiche proibite e missili balistici". I cinque del Consiglio di sicurezza stanno trattando per arrivare a negoziare con la Corea del Nord. Pechino spera che le nuove sanzioni siano attuate in pieno, ribadendo l'opposizione ai sistemi antimissile Thaad in Corea del Sud.

Ed anche gli Usa, su questo aspetto, hanno mostrato piena disponibilità, secondo quanto affermato dalla stessa Haley: "La Corea del Nord non ha ancora passato il punto di non ritorno" ha precisato, sostenendo che "gli Usa non cercano la guerra con Pyongyang".

Intanto, il ministro della Difesa di Seul, Song Young-moo ha annunciato la creazione entro la fine dell'anno di un'unità delle forze speciali descritta come unità incaricata della decapitazione dei vertici del regime nordcoreano.

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