Corea, sanzioni: l'Onu frena gli Usa

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"Il programma nucleare della Corea del Nord - ha detto ancora Haley - ha raggiunto una pericolosità senza precedenti - ha detto Haley - e solo le azioni e le sanzioni più forti possono fermare il regime".

Il Consiglio di Sicurezza dell'ONU dimostra di essere unito nelle parole di condanna contro il regime coreano di Kim Yong Un che continua con i suoi esperimenti nucleari, ma non su cosa fare se le sanzioni continueranno a non funzionare.

La Cina si stiama che rappresenti circa il 90% del commercio estero della Corea del Nord, per tanto sono le esportazioni nordcoreane in Cina che mantengono in vita il regime di Pyongyang. Lo si legge in una dichiarazione che porta la firma di Paolo Gentiloni, Justin Trudeau, Emmanuel Macron, Angela Merkel, Shinzō Abe, Theresa May, Donald Trump, Jean-Claude Juncker, Donald Tusk.

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Dalle dieci di mattina tutti i quindici ambasciatori più quello della Sud Corea erano attorno al tavolo per ribadire la condanna al regime nord coreano, che continua a non rispettare nessuna delle risoluzioni già passate dal Consiglio di Sicurezza. L'ambasciatore russo, unico dei grandi a parlare fuori dal CdS con i giornalisti (vedi video sotto), ha detto che la Russia aspetta di leggere la nuova risoluzione che gli Stati Uniti stanno preparando e che, come ha detto l'ambasciatrice Haley durante la riunione, sarà pronta per il voto in una riunione fissata per lunedì prossimo del Consiglio di Sicurezza. In un'audizione parlamentare, il National Intelligence Service (Nis) ha aggiunto che le analisi su 2 dei quattro tunnel del sito atomico di Punggye-ri mostrano "che una detonazione è sempre possibile". Di diverso parere Putin che frena, mentre la Corea del Sud ha condotto nuove esercitazioni militari simulando un attacco a Pyongyang. Fonti governative hanno anticipato che la Difesa dispiegherà altre 4 batterie Thaad, forse in settimana, in aggiunta ai due lanciatori e ai sistemi radar operativi. Secondo il portavoce della presidenza sudcoreana Park Su-hyun, "i due capi di stato concordano sulla necessità di collaborare strettamente tra loro e con gli Stati Uniti e condividono l'opinione che sanzioni e pressioni più forti devono applicarsi alla Corea del Nord". In più è stata ufficializzata l'ipotesi di accettare più armi tattiche dagli Usa come deterrente. Una strategia che, a ogni modo, non ha incontrato grandi riscontri nell'inquilino della Casa Bianca che, dopo aver promesso "fuoco e fiamme" in caso di atteggiamenti minatori di Kim, ha riunito i vertici militari degli Usa annunciando "dure reazioni" in caso di minacce.

La Corte Internazionale di Giustizia, che è il principale organo giudiziario dell'organizzazione e che ha la funzione di dirimere le dispute internazionali sorte tra gli stati aderenti.

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