Corte Ue: giù le mani dalle mail dei dipendenti

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Secondo i giudici, i tribunali nazionali non si sarebbero assicurati che la privacy del lavoratore fosse sufficientemente protetta da abusi da parte del datore di lavoro.

La decisione in questione, che per Giovanni D'Agata, presidente dello "Sportello dei Diritti" è assai significativa, in quanto nella stessa vengono fissati i paletti entro i quali il datore di lavoro può monitorare le comunicazioni informatiche dei dipendenti e che costituiscono i parametri entro i quali anche i giudici nazionali non potranno più sottrarsi al fine della verifica di fattispecie analoghe. Inoltre, le misure di sorveglianza devono servire unicamente agli scopi che il datore di lavoro ha dichiarato nella notifica.

Mortara, l'incendio all'impianto di rifiuti Eredi Bertè
Per domare le fiamme anche un elicottero per evitare i cali di pressione dell'acqua che sta scarseggiando. Una grossa nuvola nera si alzava in cielo sopra i tetti di Mortara , centro della Lomellina.

La Corte ha stabilito che il requisito fondamentale per determinare se l'accesso e il monitoraggio delle comunicazioni di un lavoratore sono legittimi è la ricezione del dipendente da una notifica dal suo datore di lavoro sulla possibilità che l'azienda prenda misure per controllare la corrispondenza. È quindi necessario fare una distinzione tra il flusso delle comunicazioni e il loro contenuto. Inoltre deve essere determinato se sono state monitorate tutte le comunicazioni o solo parte di esse, se il controllo è stato limitato nel tempo e quante persone hanno avuto accesso ai risultati della sorveglianza. Il ricorrente, Bogdan Mihai Barbulescu, e' un cittadino rumeno nato nel 1979 che vive a Budapest. La sua colpa? Aver utilizzato per comunicare con il fratello e la fidanzata l'account Yahoo Messenger che l'impresa gli aveva chiesto di aprire per rispondere alle richieste dei clienti Pochi giorni prima del provvedimento, l'azienda aveva diffuso una circolare che ricordava agli impiegati che l'uso di internet, telefono e fotocopiatrice per ragioni private poteva costituire una causa di licenziamento per ragioni disciplinari. È stato così licenziato.

Un'importante sentenza della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo è stata depositata in data odierna in materia di diritto al controllo della corrispondenza e quello alla vita privata del lavoratore. Le istanze giuridiche della Romania, che si erano espresse a favore del licenziamento, non avrebbero "correttamente protetto il diritto dell'interessato al rispetto della sua vita privata e della sua corrispondenza", scrive Strasburgo.

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