Ditta protesi corrompeva medici, 21 arresti in Lombardia

Share

Un nuovo scandalo sconvolge la sanità lombarda.

Le Fiamme gialle stanno anche effettuando alcune perquisizioni domiciliari. Cinque degli indagati sono finiti in carcere.

L'indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Monza, ha consentito di svelare un articolato meccanismo corruttivo, ideato e realizzato dai rappresentanti di una società produttrice di protesi, con il coinvolgimento di diversi medici ortopedici, operanti in strutture sanitarie private accreditate con il S.S.N., presenti su tutto il territorio nazionale, nonché di medici di base convenzionati con il S.S.N.

Secondo l'accusa, alcuni chirurghi avrebbero favorito una societa' comprando a spese degli ospedali protesi ortopediche di basso livello con la complicita' dei medici di base.

Bottas firma con Mercedes: contratto annuale fino al 2018
Le parole di Valtteri Bottas: sono contento di aver celebrato la mia prima vittoria con la Freccia d'argento. Sono stato molto impressionato dalla mentalità, dall'impegno e dal team di spirito di questa squadra.

L'operazione "Disturbo" è scattata stamattina all'alba in Lombardia, ma estesa anche in Emilia Romagna, Toscana, Piemonte e Campania.

Le ipotesi di reato contestate vanno dalla corruzione all'associazione per delinquere, passando per il falso ideologico.

Indagati a piede libero Michele Bonanomi di Merate in provincia di Lecco, Marco Mandelli di Dalmine e Francesco Mangiardo di Cologno al Serio (Bergamo), Olga Franchini di Lecco e Aniello Iannaccone di Capiago Intimiano (nel Comasco). Per un agente di commercio, invece, e' stata disposta la misura dell'obbligo "di dimora nel Comune di residenza".

Ventuno persone, tra cui medici, rappresentanti e imprenditori, sono stati arrestati con l'accusa di corruzione e associazione per delinquere. Le indagini del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Milano sono nate dalla denuncia di un dipendente del Policlinico di Monza. Protesi che avevano prezzi compresi tra i 1.500 e i 2.500 euro e, in particolare, per ogni acquisto andato a buon fine ai medici venivano corrisposti tra gli 80 e i 100 euro. Secondo gli inquirenti, dalle intercettazioni risulterebbe la richiesta dei professionisti di voler alzare il prezzo della loro collaborazione data la qualità inferiore delle protesi acquistate e il maggior rischio di fallimento degli interventi.

Share