Il codice antimafia è legge. Scattano sequestri ai corrotti

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Già con il "pacchetto sicurezza" del 2008/2009 la confisca patrimoniale era stata estesa a reati non strettamente legati alla mafia tradizionale, legati alla criminalità organizzata straniera e all'immigrazione. La sua gestazione è durata quattro anni, un tempo nel quale diverse organizzazioni sindacali, dell'associazionismo e della cooperazione hanno dato vita alla campagna nazionale "Io riattivo il lavoro" per promuovere una legge di iniziativa popolare. Il nuovo Codice, che sostituisce quello del 2011, è stato approvato con 259 voti a favore, 107 contrari e 28 astenuti: a sostenerlo è stato principalmente il Partito Democratico, mentre hanno votato contro Forza Italia, Movimento 5 Stelle e Fratelli d'Italia.

Il controllo giudiziario, previsto per un periodo che va da un anno a tre anni, può essere chiesto volontariamente anche dalle imprese che abbiano impugnato l'informazione antimafia interdittiva di cui sono oggetto. Pd e maggioranza non ci speravano più.

L'approvazione della riforma del Codice antimafia costituisce un atto di responsabilità politica importante, un deciso passo migliorativo nell'azione di prevenzione e di contrasto alle mafie e alla corruzione.

Questo articolo ha ricevuto commenti! Non è il contentino per l'annunciato no di Alfano allo ius soli, ma gli assomiglia tanto. Sono i punti principali di un testo che conta 38 articoli.

SEQUESTRI EFFICACI - Il sequestro di partecipazioni sociali "totalitarie" si estende a tutti i beni aziendali. Altri 20 mila i beni confiscati (tra terreni, aziende e immobili) con procedimenti di natura penale. E' necessario invece far diventare conveniente sequestri e confische.

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Il provvedimento prevede una sforbiciata all'aliquota per i redditi più alti, dall'attuale 39,6% al 35%. La riforma - ha concluso -non è favorevole ai ricchi e quindi "Non è buona per me".

Prevenzione garantita e tempi certi - Il procedimento di applicazione delle misure di prevenzione è reso più trasparente, garantito e veloce grazie alla trattazione prioritaria con rafforzamento delle sezioni competenti, copertura immediata delle vacanze, relazioni periodiche sull'operatività delle sezioni, utilizzo delle videoconferenze, immediata decisione sulle questioni di competenza. Si introduce la distrettualizzazione delle misure di prevenzione prevedendo sezioni o collegi distrettuali specializzati, mentre il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo è inserito tra i soggetti titolari del potere di proposta delle misure di prevenzione. Se il tribunale non dispone la confisca, può nel caso applicare l'amministrazione giudiziaria e il controllo giudiziario. Confisca allargata obbligatoria anche per alcuni ecoreati e per l'autoriciclaggio. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

Quanta strada percorsa in questi due anni, strada in salita, anche con tentativi di delegittimazione, hanno fatto di tutto per fermare Antoci e per evitare che si arrivasse a quanto accaduto oggi in Parlamento.

Da segnalare, in particolare, l'introduzione dell'istituto del controllo giudiziario aziendale, sostitutivo dell'amministrazione giudiziaria medesima nei casi in cui si possa desumere un pericolo concreto di infiltrazioni mafiose in grado di condizionare l'attività di impresa. Ora è chiaro che la fase del "controllo" deve essere conveniente per l'azienda. E' questa la grande scommessa di questa legge. Misure di prevenzione sono applicabili anche agli indiziati di stalking.

Trasparenza in incarichi ad amministratori giudiziari. Non potranno più assumere l'ufficio di amministratore giudiziario, coadiutore o diretto collaboratore il coniuge, i parenti e gli affini, i conviventi o i commensali abituali del magistrato che conferisce l'incarico. Il governo dovrà disciplinare un regime di incompatibilità da estendere ai curatori fallimentari: stop a chi ha parentela, affinità, convivenza o assidua frequentazione con uno qualunque dei magistrati dell'ufficio giudiziario che conferisce l'incarico.

Ma vediamo cosa cambia con il nuovo Codice antimafia. Le aziende sequestrate per il proseguimento dell'attività potranno contare su apposite sezioni del Fondo di garanzia (3 milioni di euro all'anno) e del Fondo per la crescita sostenibile (7 milioni di euro all'anno) istituite dalla legge di stabilità 2016. Il Codice è in linea con la realtà della mafia che è sempre più impresa e sempre meno coppola e lupara e in linea anche con un certo modo di pensare dei mafiosi che temono di andare in galera ma temono soprattutto di essere toccati nel portafoglio perché il loro potere è un potere economico. O che fanno prestiti a prestanome.

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