L'Italia cattura le sue prime onde gravitazionali

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Questo risultato dimostra il potenziale scientifico della rete globale di rilevatori gravitazionali, che consente una migliore localizzazione della sorgente e la misura delle polarizzazioni delle onde gravitazionali. Il segnale è stato emesso durante i momenti finali della fusione di due buchi neri, con masse rispettivamente di circa 31 e 25 volte la massa del Sole, e distanti tra loro circa 1,8 miliardi di anni luce. Il buco nero così prodotto ha una massa circa 53 volte quella del nostro Sole. In altre parole, l'onda gravitazionale è la soluzione delle equazioni di Einstein i cui parametri sono determinati dalle caratteristiche del sistema fisico emittente, quindi la massa, l'energia, il momento angolare e le altre grandezze fisiche della sorgente che determinano la forma dell'onda e la sua frequenza. Terzo grande tema della giornata sono le grandi infrastrutture per la ricerca globale e l'accesso ai dati. "Oggi, come ai tempi di Galileo, l'umanità ha a disposizione uno strumento nuovo per guardare il cielo e, ogni volta che si usa uno strumento nuovo, si aprono nuove prospettive di conoscenza".

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L'articolo che descrive i dettagli di questa scoperta è stato accettato per la pubblicazione dalla rivista Physical Review Letters (https://dcc.ligo.org/P170814 e https://tds.virgo-gw.eu/GW170814) e apparirà domani su arXiv. Maria Principe, docente di fisica presso l'Università Giustino Fortunato di Benevento, è membro dal 2005 della Collaborazione Scientifica LIGO, e partecipa all'esperimento in collaborazione col gruppo di ricerca guidato dal professor Innocenzo M. Pinto, professore ordinario di Campi Elettromagnetici presso l'Università del Sannio, che è anche membro della collaborazione giapponese KAGRA, ed è stato tra i proponenti dell'esperimento Virgo. Quello raggiunto dal VIRGO, gestito da scienziati di diversi paesi e diretto da Federico Ferrini dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), è un traguardo dal sapore storico per l'Italia. Una scoperta, quest'ultima, che segnerebbe la nascita della cosiddetta astronomia multi-messaggera: una scienza che prevede l'osservazione delle onde gravitazionali e che, dunque, non si baserebbe più soltanto sul classico studio elettromagnetico e sulle tradizionali tecniche osservative - così come avviene oggi -, ma che si aprirebbe anche alle informazioni che solo le onde gravitazionali sono in grado di fornire, unendo così le due discipline. Altri partner sono elencati all'indirizzo http://ligo.org/partners.php. Qualche mese più tardi - esattamente l'11 febbraio 2016 - fu annunciata al mondo intero l'esistenza delle onde gravitazionali, confermando così i calcoli e le previsioni di Einstein e della sua teoria della relatività. "Questa è una grande ricompensa dopo tutto il lavoro svolto negli ultimi sei anni per la realizzazione del progetto Advanced Virgo, che ha consentito di potenziare il nostro rivelatore".

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