Malaria, l'incognita delle zanzare responsabili

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Dopo la morte della piccola Sofia Zago, 4 anni, gli italiani si chiedono insistentemente come la bimba possa aver contratto la "malaria autoctona" a Brescia. Malaria che aveva colpito una donna di sessant'anni che col marito viveva in un podere vicino alla Diaccia Botrone, che nei tempi critici della Maremma funestata dalla malaria era stata definita "la fabbrica delle zanzare". Galli ha affermato: "Se dalle analisi in corso emergesse che il ceppo che ha provocato la malaria nei due bambini ricoverati a Trento e nella piccola Sofia fosse lo stesso, allora il contagio della bambina sarebbe sicuramente avvenuto in ospedale ma resterebbe da capire in che modo".

"In Italia non sono presenti specie di zanzare che possono trasmettere la malattia ma, nei casi di origine non definibile, le indicazioni dell'Istituto superiore di sanità consigliano di effettuare ugualmente una disinfestazione del reparto come misura di ulteriore profilassi" che verrà effettuata oggi "anche se non si ravvisano rischi per coloro che hanno frequentato il reparto nei giorni scorsi". "Abbiamo mandato immediatamente degli esperti sia per quanto riguarda la malattia sia per la trasmissione da parte delle zanzare", ha detto la ministra della Salute Beatrice Lorenzin.La bambina è morta per malaria cerebrale, la forma più grave della malattia. "Ad esempio, per il virus Zika si conoscevano alcuni vettori, ma restano punti interrogativi sulla zanzara tigre". In pratica il contagio avviene nel Paese straniero poi ci si ammala una volta rientrati in Italia. "Questo perché per trasmettere la malaria non basta una goccia di sangue che si poggia su una ferita, ci vuole una inoculazione di sangue infetto". La cautela è d'obbligo, ma gli infettivologi sanno bene che le conoscenze finora acquisite non costituiscono un punto fermo. Contrariamente a quanto si possa pensare, la malaria non è affatto una malattia "estinta", anzi, conta 500 milioni di casi all'anno, principalmente in Asia, Africa ed in America del Sud. Le uova di queste zanzare si schiudono dopo circa 2-3 giorni dalla deposizione e le larve che ne escono sono lunghe non più di qualche millimetro, e si nutrono di microorganismi e particelle organiche che fluttuano nell'acqua. L'isolamento, in caso di un paziente con malaria, non è previsto, perché ci vuole un vettore. La vittima, che però si era salvata, era una donna di 60 anni che viveva in un podere a Castiglione della Pescaia. Due inchieste sono state aperte a Brescia e a Trento per accertare le cause del decesso e per verificare se nei due ospedali sono stati rispettati i protocolli previsti per le cure pediatriche. Da chiarire ancora le modalità di contagio.

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A centrocampo esordio per Memushaj che farà coppia con Cataldi nel mezzo mentre sulle fasce spazio a Ciciretti e D'Alessandro. Mihajlovic , che ha perso Zappacosta nell'ultimo giorno di mercato , non dovrebbe snaturare la formazione vista fin qui.

Contro questa patologia, che è causata da un plasmodio trasmesso dalle zanzare, vengono utilizzati farmaci speciali che riescono a contenerne gli effetti più pericolosi. La maggior parte della documentazione sanitaria della piccola è già al vaglio dei Nas dei carabinieri mentre si attendono altri dati provenienti da Brescia, dove la bambina è deceduta lo scorso lunedì, 4 settembre, e dall'ospedale di Portogruaro, dove Sofia era stata ricoverata una prima volta per un problema diabetico. Numerosi studi attestano la presenza della zanzara anofele in Italia, anche se finora si è ritenuto che si tratti di esemplari poco adatti alla trasmissione del Falciparum. "Questo sarebbe davvero un guaio terribile, ed è indispensabile che gli studiosi di zanzare (gli entomologi) si mettano subito al lavoro per escludere questa possibilità".

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