Malaria: per Sofia stesso ceppo dei due bimbi ricoverati

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La piccola Sofia era stata ricoverata per un attacco di diabete, in Agosto, all'ospedale Santa Chiara di Trento, nella sua stessa stanza erano stati ricoverati due fratellini di ritorno dal Bukina Faso, dove avevano contratto la malaria.

Da subito l'attenzione si è concentrata sulla possibilità che l'infezione contratta dalla bambina fosse collegata al ricovero per malaria di alcuni componenti di un nucleo familiare di rientro da una vacanza in Burkina Faso, ricoverati all'ospedale di Trento negli stessi giorni in cui si trovava la piccola. L'ipotesi che la bambina fosse stata contagiata durante un suo precedente ricovero nel capoluogo Trentino era stata avanzata anche dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. I commenti non devono necessariamente rispettare la visione editoriale de Il Sole 24 ORE ma la redazione si riserva il diritto di non pubblicare interventi che per stile, linguaggio e toni possano essere considerati non idonei allo spirito della discussione, contrari al buon gusto ed in grado di offendere la sensibilità degli altri utenti.

"È improbabile perché si utilizzano materiali monouso".

La Procura di Trento indaga per omicidio colposo contro ignoti, in seguito alla morte di Sofia. La famiglia è convinta che tutti hanno fatto il massimo. Due sono stati i ricoveri di Sofia a Trento, il primo per una faringite, come è stato diagnosticato, il secondo, quello più recente, quando le venne diagnosticata la malaria.

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Nel nostro Paese era stata eradicata, l'ultimo caso autoctono risale a circa 30 anni fa. Al momento è stato accertato che la causa del decesso è la malaria cerebrale, mentre sono ancora in corso le indagini per identificare l'origine dell'infezione.

È uno scenario nuovo con il quale, per la virologa, bisogna fare i conti: "I cambiamenti climatici e con gli spostamenti sempre più massicci in tutto il mondo aumentano la probabilità della diffusione di queste malattie ovunque, naturalmente anche in Italia". Per quanto riguarda la giornata di ieri.

Invita a scoprire alla verità ma anche non cedere ad accanimenti il nonno della piccola Sofia, che afferma: "Penso con con affetto alle bambine africane che hanno incontrato mia nipote al S. Chiara". Non abbiamo a oggi nessuna evidenza di contatto. "Possiamo anche dire - ha aggiunto - che la popolazione zanzare che infetta una determinata area è in evoluzione, sia come varianti e sottospecie introdotte sia come capacità di trasmettere malattie".

La malaria è solo la più nota delle malattie trasmesse dalle zanzare. Ora non resta che attendere le ulteriori indagini e analisi.

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