Malaria, Trento: "non escluso contagio in Veneto"

Share

Figlia di una coppia italiana residente a Trento, la bambina era stata in vacanza a Bibione, sulla riviera veneta. La piccola, secondo quanto appreso, non sarebbe mai stata in un Paese malarico. "La famiglia è arrivata in ospedale portando le due bambine, perché avevano la febbre alta, dicendo che erano tornati da una settimana da un viaggio in Burkina Faso" - riferisce Di Palma a Repubblica.it - "Il fratello maggiore, adolescente, era stato il primo ad avere sviluppato i sintomi e ad essere ricoverato nel reparto di malattie infettive, dov'è stata poi curata anche la mamma". Il 21 agosto, dopo essere ritornata a Trento con la famiglia, è stata ricoverata all'ospedale S. Chiara. Capita, però, che la zanzara può essere letteralmente portata a casa all'interno di un bagaglio e pungere persone che abitano negli appartamenti vicini: sarà questo il caso di Sofia? Le due affermazioni non sono pertanto in contraddizione: è pacifico che ci possono essere persone immigrate che abbiano contratto la malaria, ma è altrettanto chiaro che la malaria non si trasmette per contatto.

Il penalista subito dopo il fatto aveva presentato una denuncia alla Procura generale dell'Aquila ipotizzando la responsabilità di chi avrebbe dovuto segnalare la pericolosità di un luogo costato già in passato la vita a tre studenti.

La bambina era stata colpita da malaria cerebrale, la forma più grave della malattia.

Papa Francesco: "Bene l'Italia sui migranti". Sul clima: colpa nostra
Il Pontefice si è fatto male con la copertura in vetro del veicolo e una goccia di sangue ha macchiato l'abito. Ho sentito parlare il presidente degli Stati Uniti, che si presenta come un pro-life.

Il pensiero corre intanto al ciclista Fausto Coppi, per il quale "non fu pensata la diagnosi di malaria- ricorda l'esperto- e quando fu pensata fu tardivo l'intervento terapeutico".

A rilanciare l'ipotesi che il contagio della bimba morta di malaria, Sofia Zago, fosse avvenuto in ospedale a Trento, era stata la ministra della Salute, Beatrice Lorenzin. Questo tipo aggressivo di morbo viene trasmesso dal Plamodium Falciparum, la specie più aggressiva di un protozoo parassita trasmesso dalla zanzara Anopheles (nella foto qui sopra). "La malaria non è trasmissibile da uomo a uomo e nessun altro paziente ha avuto dei sintomi riconducibili alla malaria". La morte, nei casi più gravi, può arrivare entro 24 ore. E' questa, chiaramente, l'ipotesi che spaventa di più e perciò la prima da verificare. Il tema in questione riguarda la possibile presenza di zanzare e non è correlato con il tema dell'immigrazione. "Potrebbe esserci qualche zanzara in giro in grado di albergare in sé il ciclo del plasmodio anche se non proprio non una Anopheles". Ad esempio in Florida il 30% delle nuove subspecie di zanzare non è stato classificato e identificato in modo appropriato come vettore di malattia.

Le possibili contromisure? "Alcune possiamo implementarle cercando di evitare che zanzare non infettino le case e, a livello di servizi pubblici, provvedere con le disinfestazioni".

Share