Marco Pantani, la Cassazione chiude il caso: "Non è omicidio"

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"Marco Pantani non è morto per omicidio".

Si è chiuso non nel migliore dei modi il processo sulla morte di Marco Pantani con i supremi giudici che a breve pubblicheranno le motivazioni della sentenza. La Corte di Cassazione ha infatti dichiarato inammissibile il ricorso presentato dall'avvocato difensore dei familiari del campione di Cesenatico, contro l'archiviazione decisa dal Gip di Rimini a giugno 2016. Era il 1998. Il 14 febbraio del 2004, il corpo del ciclista venne ritrovato senza vita nel Residence "Le Rose" di Rimini, in quella che sembrò sin da subito essere una delle vicende più oscure della cronaca nera italiana.

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Sin dal suo arrivo sul trono , il 26enne milanese ha cercato di "rubare" l'ex corteggiatrice italo-americana a Luca . Ci sono taxi, ci sono metro, ci sono autobus.

Una teoria che non ha mai trovato riscontri e, al contrario, le indagini supplementari disposte hanno permesso di accertare la bontà del lavoro della Mobile, che ha ricostruito con dovizia le due settimane precedenti la morte di Pantani. Una sentenza che era stata impugnata da De Rensis e dalla famiglia del campione romagnolo, che però adesso sembrano destinati a doversi arrendere definitivamente davanti all'archiviazione della Cassazione.

Ai tempi dell'archiviazione, la procura aveva condiviso con il gip l'idea che non vi fossero indizi plausibili per un possibile omicidio o un possibile sospettato. Marco Pantani continua a vivere nel cuore di tutti i tifosi del ciclismo.

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