Si torna in aula: nel pescarese riprendono le lezioni per 45.795 studenti

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Oggi è suonata la prima campanella in cinque regioni italiane: Abruzzo, Basilicata, Friuli Venezia Giulia, Piemonte e Trentino Alto Adige. La geografia del ritorno a scuola prosegue con Umbria e Veneto, mercoledì 13; Calabria, Campania, Liguria, Valle d'Aosta, Sicilia e Sardegna, giovedì 14; venerdì 15, infine, gli ultimi a tornare in classe saranno gli studenti di Lazio, Emilia Romagna, Toscana, Marche e Puglia.

Le alunne e gli alunni che, nell'anno scolastico 2017/2018, frequenteranno le scuole statali siciliane sono 742.297, per un totale di 36484 classi. E aggiunge: "Libri e penne sono le armi più potenti, come ci ha ricordato nel suo discorso all'Onu Malala Yousafzai, una ragazza come voi, giovane Premio Nobel per la pace, perseguitata nel suo Paese per le battaglie condotte per i diritti civili, primo fra tutti proprio quello all'istruzione". Il resto degli studenti frequenterà invece le scuole secondarie: 1 milione e 637 mila quella di primo grado - le medie - e 2 milioni e 600 mila invece quella di secondo grado. Il numero delle studentesse e degli studenti è in leggero calo, lo scorso anno erano 7.816.408. Gli iscritti quest'anno all'asilo nido comunale sono 25; alla scuola materna "Il girotondo" 75; alla scuola Primaria 320 e 175 alla scuola all'istituto Comprensivo della scuola media "Galileo Galilei".

Per quanto riguarda le scuole superiori di secondo grado, il 47,5% frequenterà un liceo, il 31,7% un indirizzo tecnico, il 20,8% un professionale.

Inter: Perisic "io alla Juve? Mai"
L'Inter contro Fiorentina , Roma e Spal ha messo a segno 8 reti subendone soltanto una, quella di Dzeko dai giallorossi. L'Inter , insieme alla Juventus , comanda la classifica a punteggio pieno dopo tre giornate di campionato.

"I docenti, fra organico di diritto (quello stabile) e organico di fatto, quello adeguato alle esigenze espresse di anno in anno dalle scuole, soprattutto sul sostegno, sono oltre 800.000" si osserva in ultimo.

Le lezioni partono con due incognite: la protesta dei dirigenti scolastici, stanchi di carichi di lavoro e responsabilità sempre maggiori a fronte di retribuzioni bloccate da anni, e il rinnovo del contratto, atteso da maestre e prof da otto lunghi anni in cui il potere d'acquisto degli stipendi è calato drasticamente.

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