Stupro Rimini, il padre dei due marocchini: "Tra due anni saranno liberi"

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Destano scalpore le dichiarazioni rese dal padre dei due fratelli marocchini, entrambi minorenni, arrestati nel caso del duplice stupro di Rimini. "Sono sicuro che dopo il carcere i miei figli non avranno più certe compagnie, avranno capito quello che è successo e si comporteranno bene" ha concluso l'uomo che, come la moglie, ha il permesso di soggiorno scaduto ma aveva avuto il permesso di rimanere per tutelare i figli che sono nati e cresciuti in Italia. Il branco ha iniziato la sua notte folle bevendo nella zona del porto di Rimini.

Sentire "dire da quel padre "...spiace per la ragazza polacca e per il trans, è una cosa brutta che non si fa, ma è capitata...spero che (i miei figli) escano bene, puliti, senza più quelle compagnie, perché sono giovani, sono ragazzini...due anni, tre, escano per lavorare, fare le loro vite, una famiglia...' significa non aver compreso per nulla la gravità e l'orrore delle violenze.

Le parole del genitore a 'Matrix' "rischiano di portare ancora più acqua a un mulino che ormai macina a pieno regime diffidenza, paura, rifiuto, strumentalizzazioni di ogni tipo".

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Il sindaco ha sottolineato che quelle frasi fanno comprendere la totale incapacità di comprensione da parte dell'uomo dello Stato di diritto che è governato da Costituzioni e leggi che producono effetti, conseguenze, responsabilità: non capire dimostra, quindi, la totale assenza di empatia con quelle persone cui è stata brutalmente rovinata la vita.

Ribadita anche la volontà del Comune di costituirsi parte civile in sede di processo, durante il quale chiederà la pena massima senza attenuanti di sorta, in base alla ferocia dimostrata dai quattro aggressori.

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