Traffico di rifiuti: sequestro impianti Cementir, Ilva, Enel in Puglia

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Le tre società dovranno rispondere anche di alcuni illeciti di carattere amministrativo. Un'operazione di carattere ambientale che riguarda la centrale termoelettrica Enel di Cerano, la Cementir e l'Ilva di Taranto.

A fare scattare le indagini fu il sequestro di due aree dello stabilimento Cementir di Taranto adibite a discarica di rifiuti industriali, gran parte dei quali originati dall'adiacente stabilimento siderurgico Ilva, effettuato cinque anni fa dalle Fiamme gialle.

"Infatti - spiega la Gdf - la loppa d'altoforno, venduta dall'Ilva alla Cementir è risultata presentare criticità connesse alla commistione della stessa con scarti/rifiuti eterogenei (scaglie di ghisa, materiale lapideo, profilati ferrosi, pietrisco e loppa di sopravaglio) che ne inficiano la capacità di impiego allo stato tal quale nell'ambito del ciclo produttivo del cemento". Al contrario, secondo la Procura, va considerata come "rifiuto" perché genererebbe polveri, particolato e percolato. Nel decreto del gip è stato disposta la provvisoria facoltà d'uso degli impianti per un termine non superiore a 60 giorni subordinata - per lo stabilimento di Cerano - all'utilizzo delle infrastrutture dedicate per la separazione delle ceneri e all'invio, per lo smaltimento presso impianti autorizzati; di procedere alla gestione della loppa come rifiuto secondo gli obblighi previsti dalla normativa in materia ambientale per l'Ilva. Enel ha replicato con una nota dicendo che "l'azienda confida che nel corso delle indagini potrà dimostrare la correttezza dei propri processi produttivi e presterà ogni utile collaborazione alle Autorità inquirenti". "La successiva commercializzazione ha rappresentato per Enel un espediente dietro il quale si è celato l'intento di reperire un canale di smaltimento di questi rifiuti, alternativo e più economico rispetto a quelli conformi alla normativa vigente". La condotta di Enel e dei suoi dirigenti, secondo le ipotesi della Procura, si è rivelata particolarmente grave: all'interno della centrale di Cerano esistono impianti per stoccare e "filtrare" le ceneri ma non sono mai stati utilizzati.

Scossa di terremoto, epicentro a nord-ovest della città
Evento localizzato 14 chilometri a nord est di Mazara del Vallo, 27 km ad est di Marsala, 38 km a sud est di Trapani . Epicentro individuato nei pressi del Lago della Trinità a pochi chilometri a nord-ovest di Castelvetrano .

Rifiuti pericolosi utilizzati per produrre cemento. Della perciolosità delle cenerei erano consapevoli i dirigenti dell'impianto: in alcune conversazioni telefoniche intercettate si fa riferimento alla necessità di confondere gli inquirenti presentando dati alterati e di evitare di comunicare con l'ARPA. Oltre alla centrale Enel di Cerano, i militari della Guardia di finanza hanno sottoposto a sequestro per traffico di rifiuti anche lo stabilimento di Taranto Cementir Italia spa e i parchi Loppa d'altoforno, nastri trasportatori e tramogge di quest'ultima fabbrica e del siderurgico Ilva di Taranto.

Un'operazione che permetteva di trasformare quello che sarebbe stato un costo - separazione e smaltimento di rifiuti - in un guadagno, derivato dalla vendita dei materiali. I finanzieri hanno eseguito nei confronti di Enel Produzione spa un sequestro per equivalente dell'ingiusto profitto che avrebbe ricavato, pari a 523 milioni e 326mila euro, per il periodo settembre 2011 - settembre 2016.

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