Trento: inchiesta per il parassita della malaria

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Hanno dato esito negativo le trappole per zanzare posizionate nel reparto di Pediatria dell'ospedale S. Chiara, finito sotto accusa per il terribile caso di malaria che ha ucciso Sofia Zago, una bambina trentina di soli 4 anni. Nello stesso periodo, nel reparto di pediatria dove era ricoverata Sofia, erano presenti due bambini che avevano contratto la malaria in Africa. A dirlo è Nunzia Di Palma, direttrice dell'unità operativa di pediatria dell'ospedale di Trento. La magistratura bresciana ha aperto una inchiesta ma l'attenzione è puntata su un ricovero che la bambina ha avuto in pediatria al Santa Chiara di Trento dopo Ferragosto.

La bimba ad agosto era stata prima in ospedale a Trento per un esordio di diabete infantile. "Quella di 4 anni è arrivata il 20 ed è stata dimessa il 24".

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Prime conferme per il caso della bambina morta di malaria a Brescia dopo essere stata ricoverata all'ospedale Santa Chiara di Trento. I due bambini sono guariti. Titolare del fascicolo a Trento, su cui sta lavorando il Nas dei carabinieri, è il procuratore capo Marco Gallina, che è in attesa, tra l'altro, di acquisire dall'ospedale di Portogruaro la documentazione per i giorni di ricovero della piccola in quella struttura. La piccola paziente secondo le prime indiscrezioni avrebbe contratto la patologia senza essere stata in zone tropicali o sub tropicali, dove la trasmissione è più frequente. Lo stesso Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, è incline a pensare che l'ospedale di Trento possa avere la responsabilità dell'accaduto. Figlia di una coppia italiana residente a Trento, la bambina era stata in vacanza a Bibione, sulla riviera veneta. Sono stati prelevati campioni di zanzare e ora infettivologi e magistrati indagano per cercare di capire come la piccola abbia potuto contrarre la malattia mortale. Sarà fatta anche luce su quello che è successo nei reparti ospedalieri, per verificare se siano state seguite correttamente tutte le procedure. Escludendo l'eventualità di una trasfusione contaminata (evento estremamente improbabile), la piccola potrebbe essere stata punta da una zanzara arrivata con un aereo proveniente da paesi a rischio oppure - ed è questa la cosa che ci deve preoccupare - le zanzare in grado di trasmettere la malattia con efficienza sono tornate ad essere in numero sufficiente per trasmettere la malattia nel nostro paese e noi non lo sappiamo ancora. Si tratterebbe di una procedura d'ufficio, utile per accertare se siano stati eseguiti tutti i protocolli prescritti per le cure, e soprattutto a ricostruire nel minimo dettaglio le varie tappe cliniche che purtroppo hanno portato alla morte della bimba.

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