Adesivi di Anna Frank per insultare i romanisti, bufera sui tifosi laziali

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Una foto che ritrae Anna Frank, simbolo della Shoah, con la maglia della Roma in un vergognoso fotomontaggio.

Gli adesivi e i volantini offensivi sono stati rimossi stamane dagli addetti alle pulizie dello stadio in vista della gara di mercoledì della Roma con il Crotone.

Anche la Questura di Roma ha confermato la presenza degli adesivi antisemiti: "Adesivi nei confronti dei tifosi della Roma, non segnalati dagli steward nella giornata di ieri, sono stati trovati su una vetrata all'interno della curva sud; alcuni di questi, peraltro, raffigurano Anna Frank con la maglietta della Roma".

"E' paradossale che dopo che alla Lazio era stata chiusa la curva nord per i cori razzisti contro due giocatori di colore del Sassuolo venga aperta la curva sud a un euro e i tifosi laziali esportino il razzismo anche in curva sud", commenta all'Adnkronos il vicepresidente della Comunità ebraica di Roma, Ruben Della Rocca.

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I viola non brillano in lucidità e solo al 15' si mostrano pericolosi con una punizione di Biraghi direttamente sul palo . La replica viola è affidata a Benassi che, 1' dopo, prova la conclusione dal limite ma Brignoli para a terra.

C'è una foto - che non facciamo fatica a definire disgustosa - che sta circolando su Facebook.

Immediata la protesta della comunità ebraica romana. "Fuori gli antisemiti dallo stadio", ha scritto su Twitter. "Contro questi personaggi chiediamo un intervento chiaro della Società Sportiva Lazio e delle autorità competenti". "Questa non può essere una protesta della Comunità Ebraica di Roma, ma un sentimento di indignazione collettiva che dovrebbe riguardare tutti". "Quello che è accaduto ieri sera è gravissimo, non ci sono giustificazioni: sono episodi da condannare, senza se e senza ma" ha affermato il ministro.

Le reazioni ai fatti extracampo di Lazio-Cagliari sono indignate su ogni fronte, dal sindaco Virginia Raggi ("questo non è calcio, questo non è sport") al presidente della Regione Nicola Zingaretti che, ironia della sorte, oggi si trovava in visita al campo di sterminio di Treblinka, con 120 professori di Roma e del Lazio e per questo si dice "ancor più indignato".

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