Aldo Biscardi: figli Antonella e Maurizio, causa della morte e biografia

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La Rai lo ricorda con molta ammirazione: "Con Aldo Biscardi scompare oggi un grande giornalista, ideatore e conduttore di trasmissioni sportive che hanno cambiato il modo di raccontare il calcio in tv". Fu forse Silvio Berlusconi il leader politico più assiduo con i collegamenti telefonici durante le dirette, da patron del Milan.

Biscardi comincia nel 1952 nella carta stampata, prima a Il Mattino, poi a Paese Sera. "Come si faceva al Processo". Diventato famoso per 'Il processo del lunedì', la trasmissione di dibattiti sul mondo del calcio da lui ideata e condotta con enorme successo dal 1980. E non solo nei programmi sportivi ma anche in quelli politici, nei quali ci si confronta faccia a faccia e con toni spesso esasperati.

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Due medaglie d'oro mondiali nello stesso anno con lo stesso atleta mi dispiace ma quest'anno non le ha vinte nessuno. Le ho trovate parole poco rispettose nei confronti del Moro (il soprannome di Morini ndr) e di chi ha vinto con lui.

"Lo si poteva definire il Mike Buongiorno del calcio", lo ricorda il giornalista Amedeo Goria ricordando Aldo Biscardi, scomparso domenica scorsa. Tra la fine degli anni novanta e l'inizio del nuovo secolo al Processo, trasmesso su reti nazionali, affianca il giorno seguente il Derby del martedì, in onda sull'emittente locale genovese Telenord. Nel 1993 Biscardi lascia la Rai per TELE+, primo canale sportivo a pagamento in Italia, di cui è stato direttore responsabile della testata giornalistica sino al '96. Malato da tempo, è morto a Roma, presso il Policlinico Gemelli, a poco più di un mese dal compimento del suo 87° compleanno. In una telefonata Moggi gli rinfacciava di avergli dato un orologio del valore di 40 milioni di lire (circa 20.000 euro); intervistato per Striscia la notizia da Valerio Staffelli, che gli consegnava un "tapiro d'Oro", Biscardi smentì la valutazione economica dell'oggetto aggiungendo che si trattava di un orologio celebrativo del centenario di fondazione della squadra bianconera. In aperta polemica con l'Ordine, Biscardi decise di non confermare più l'iscrizione all'albo dei giornalisti (30 ottobre 2006).

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